Intervista con la svizzera Rose-Laure Huber, madre di una donna che moriva seguendo le indicazioni terapeutiche della "Nuova Medicina Germanica" (R)
tradotto dalla
trasmissione "Kontraste" della TV tedesca ARD del
10.11.2005
( http://www.rbb-online.de/_/kontraste/beitrag_jsp/key=rbb_beitrag_3362703.html )

Gli autori della trasmissione erano Alexander Kobilinsky e Caroline Walter
Inizio citazione:
Redazione: Rose-Laure Huber pensa spesso alla sua figlia Gaby, che moriva per cancro del seno. La sua figlia rifiutava ogni intervento da parte della medicina tradizionale perche aveva fiducia nella Nuova Medicina Germanica. Alla figlia fu raccontato che il cancro sarebbe curabile senza chemioterapia e senza intervento chirurgico. Alla fine il tumore attraversava la cute e provocava un forte scioc.

Rose-Laure Huber: Era solo uno scelettro ricoperto dalla cute, con pocchissimi capelli. [Mi] appariva come una donna avendo novant' anni. Il suo petto era aperto, usciva il sangue e pus. Anche la cute della schiena appariva come una ferita, marcita e piena di pus. Quasi si potevano vedere le ossa. E questo doveva provocare dolori terribili.
Redazione: Ma alla figlia veniva detto da parte della NMG che questo sarebbe la "Selbstheilung" ("auto-guarigione") del suo cancro al seno. Lei dovrebbe solo continuare le dicono aderenti di questa teoria. Roselor Huber accusa invece queste persone di essere responsabili per la morte di sua figlia.
Rose-Laure Huber: rimprovo a queste persone che loro accettono il fatto che tante persone vanno in rovina [muoiono] in un modo terribile, senza assistenza medica. Sono bugiardi, persone anti-umane, Non so cosa posso aggiungere...

Riassunto in dettagli della malattia di Gaby J.
racconta sua madre, Rose-Laure Huber:
Storia di Gaby J., nata il 14.12.1954, morta il 5.6.2000 (professione: infermiera!)
Divorziata da suo marito il giorno 18 settembre 1996, il figlio, allora 15enne viene affidato a lei, e vive quindi con la mamma. Si intendono bene, e il figlio è anche in contatto con il suo padre.
Inizio maggio 1997:
Gaby scopre un piccolo nodulo al seno. Va dal suo ginecologo, che le propone una biopsia, perché non sa di che tipo di nodulo si può trattare (se benigno o maligno, ndr). Il giorno 13 maggio viene operata. Alle ore 17 vado allospedale ginecologico Frauenspital (Aarau) e vedo che le hanno asportato il seno e lei è nel reparto di terapia intensiva. Le hanno anche asportato i nodi linfatici. Non è del tutto cosciente, quando una dottoressa arriva e le spiega la situazione. Il nodulo era maligno e uno, eventualmente due linfonodi erano colpiti e incapsulati. Le viene consigliata una chemioterapia e una radioterapia. E scioccata, deve confrontare la diagnosi da sola. Secondo me, le è mancato un supporto psicologico. Quando torno il giorno successivo, mi dice che non vuole la chemioterapia o la radioterapia (aveva molta paura di perdere i capelli): lei vuole farsi curare con iscador [un farmaco usato in medicina antroposofica, contiene estratti della pianta Viscum alba, in italiano Vischio, ndr]. Il medico di famiglia la manda da un certo dottor W. , che si intende di fitoterapia e le prescrive liscador. Nello stesso tempo si sottopone ad una terapia cranio-sacrale presso un Jürg B. a Egliswil.
Sembra migliorare. Mangia, è allegra e ottimista. Abbiamo un contatto regolare, e con la sorella E. facciamo un viaggio insieme nel sud della Francia dove passiamo vacanze bellissime. Facciamo, grazie a dio, tutto quello che desidera e ci godiamo il periodo di vacanze.
Giugno 1999
Mi
viene diagnosticato un cancro al seno, mi operano nellospedale
Spital Porrentruy. Gaby mi viene a trovare e mi chiede se
voglio fare la chemioterapia. Le dico: si. Lei mi risponde
dicendo che ognuno deve prendere le sue decisioni, e se è
questa la tua strada, devi continuare. Accetto la
chemioterapia e nello stesso tempo mi inietto iscador anch'io.
Quando le parlo una volta al telefono, le chiedo se sta ancora
usando liscador. Lei mi ha risposto si, me lo applico
sulla cute perché anche l'iscador è un veleno. Lo stesso
giorno telefono alla Lukas-Klinik (Arlesheim) [una clinica
antroposofica conosciuta, ndr] e chiedo se si può applicare
l'iscador sulla cute. Mi rispondono che questo non serve a
niente: la dottoressa al telefono è scioccata da questa notizia.
Quando, durante il corso di questanno anno, mi viene
nuovamente a trovare, mi mostra un piccolo nodulo nella regione
ascellare. Mi tranquilizza dicendo che si sarebbe trattato di
un gonfiore causato da una stasi, B. [ol terapeuta
cranio-sacrale ndr] lo avrebbe confermato. Non le dico
niente, però dopo parlo con i medici (anche con quello che mi
forniva i farmaci omeopatici, oltre che i farmaci della medicina
scolastica) e tutti sono daccordo nel dire che bisogna fare
delle analisi, perché potrebbe essere di nuovo qualche cosa di
maligno.
A domande caute, anche da parte di mia sorella, risponde con rimproveri: noi non la sosteniamo, e che lei non ha bisogno di commenti negativi. Lei si stava curando adesso secondo la Nuova Medicina [Hamer a quel tempo non ha registrato ancora il marchio con laggiunta del Germanica, ndr] e lei sapeva che avrebbe dovuto prima risolvere i suoi conflitti, e che lei non aveva ancora superato il suo conflitto connesso al suo divorzio. Però dice di essere sulla buona strada. Di conseguenza tentiamo di essere positivi, e tentiamo di mostrarle le nostre preoccupazioni. E tentiamo anche di credere che non si tratta di qualche cosa di maligno, però le preoccupazioni ci sono, e ci mangiano!
All'inizio di novembre del 1999, Gaby viene nello Jura [una regione in Svizzera, ndr] con sua sorella e festeggiamo insieme il suo compleanno [della sorella]. E di buon umore e lei ripete che noi non dobbiamo avere preoccupazioni. E noi ci lasciamo tranquillizzare molto volentieri!
Verso la metà di novembre mi chiama al telefono e mi comunica che ha necessità di un po di tempo e distanza, e che lei ora deve concentrarsi sulla guarigione. Dice che questo [distacco] non ha niente a che fare con i suoi sentimenti, e che lei ci ama tutti. E che lei, nel futuro, ci chiamerà di tanto in tanto. Anche mia sorella riceve una lettera uguale.
Sembra incapace di guidare unautomobile, e ci racconta di avere un ''braccio gonfo'', e che questo sarebbe necessario [alla guarigione, ndr].
Credo che in questo periodo abbia seguito una conferenza a Zurigo e che abbia avuto un consulto a Herisau. Non so chi la porta li, e non so chi è il suo medico naturale. Nessuno mi risponde, tutte le amiche tacciono o dicono di non sapere niente! Il suo figlio 19enne la cura, mentre le amiche le portano da mangiare: però a lei non piace più mangiare, rigurgita tutto, però anche questo sarebbe un segno della guarigione. Al figlio viene vietato di informarci o di dire come stanno le cose. Anche al padre non dice niente. Sono stato io ad avvisarlo quando era il 30 maggio a Rohr: era profondamente scioccato quando la andò a trovare la sera stessa.
A Natale non vuole vedermi, dicendo che sarebbe andata via con le amiche per alcuni giorni. Dopo ho saputo che questo non era la verità, e che lei era incapace di spostarsi.
Un giorno mi racconta di aver incontrato un indiano, che le avrebbe procurato un farmaco naturale dall'India, e che avrebbe ripreso a mangiare. E mi dice di far uso della terapia neurale [medicina alternativa: iniezioni di procaina secondo Hunecke, ndr] e drenaggio linfatico, e che tutto sarebbe sotto controllo.
A pasqua le mando un grande pacco con una lepre di stoffa (lei amava gli animali di stoffa) e soldi, e dolci, con una lettera, pregandola di andare col figlio in un buon ristorante. Questo lo racconto per chiarire che lei mi voleva mostrare di stare bene!
Il
29 di maggio mi telefona di sera dicendo di volermi vedere. Io
chiedo: posso venire? Risponde piangendo: si,
ma solo tu, non papà, non G. o mia sorella (sono
divorziata da 40 anni, i bambini avevano sempre un contatto con
lui, anch' io, però meno intenso. Il padre amava moltissimo
Gaby). Martedì mattina sono a Rohr, la macchina piena di
alimentari, con cose che ama.
Quando arrivo, vedo la porta aperta. Suonando il campanello non
mi risponde nessuno: entro e la vedo dormendo sul divano. Oh
mio Dio! Perché permetti questo? Esco di nuovo per non
dover gridare. Cos'è successo con la mia bambina bella ed
allegra? Sul divano è steso uno scheletro, quasi senza capelli,
una vecchia donna di novant' anni! Quando si sveglia, mi sono
tranquillizzata un po. Mi sorride con i suoi occhi blu,
infossati in profonde cavità, e mi abbraccia. Solo il suo
braccio sembra ben nutrito [non magro, ndr]. Il braccio è
largo come una coscia. Ha fortissimi dolori. Quando la lavo, vedo
che il lato che è stato operato è ununica piaga
maleodorante piena di pus con buchi profondi, fino alla schiena.
Tento di bendarla, avendo paura di causarle dolore.
Dico che non può andare avanti cosi. Mi risponde: si, vado
in una casa di riposo, ma non in un ospedale, perché lì mi
uccidono con la morfina. I medici lo sanno ma lo fanno lo stesso!.
Mi metto in contatto col medico di Rohr e lui mi riceve. Mi dice:
non posso dire niente, lei cosa pensa che abbia? Io
dico: cancro, e lui mi risponde si, nella fase
terminale. Lui potrebbe solo effettuare una terapia
neurale, perché lei avrebbe rifiutato tutte le altre terapie. E
una casa di riposo non lavrebbe accettata nelle sue
condizioni di salute. Dico che ci vuole la Spitex [probabilmente
un ricovero ospedaliero, ndr]. Mi risponde che in questo caso
dovrei contattare il suo vecchio medico di famiglia, e che lui
dovrebbe iniziare questo processo [parte non molto chiara, ndr].
Il medico al telefono rifiuta, dicendo che lei non lo
avrebbe permesso, e che lui non si sarebbe più occupato di lei.
Sono disperata, rendo nervoso il medico e sono nervosa anch' io.
Così, ogni mattina vado a Rohr e tento di aiutare in qualche
modo la mia bambina. Il venerdì mattina, quando arrivo, grida a
causa dei dolori dicendomi però che il medico (della terapia
neurale) sarebbe venuto nel pomeriggio. Nella notte era caduta
nel bagno contro la vasca da bagno, per mancanza di forze. Non
può stare a letto e non può stare sul divano, perche non ha
più un solo grammo di grasso in tutto il corpo. Nel pomeriggio
arriva sia il medico, sia la terapeuta che esegue il massaggio
linfatico. Noi la convinciamo a ricoverarsi in una clinica
per stabilizzarsi, e che dopo sarebbe potuta andare in una
clinica di riabilitazione. Dal momento che aveva forti dolori,
acconsente.
Alle 15 arriva l'ambulanza e viene ricoverata nel reparto di
terapia intensiva dellospedale Spital Aarau. Lì sono molto
gentili, le dicono però che solo la morfina avrebbe potuto far
diminuire i suoi dolori, solo la quantità minima che sarebbe
servita. Alle 21 viene trasferita in una stanza normale, e posso
rimanere accanto a lei. Vedo che adesso può dormire. Rimango a
Rohr. Sabato mattina telefono per vedere se ha bisogno di qualche
cosa. E lei è molto eccitata e mi dice: mamma, sto molto
bene, non ho più dolori, mi hanno dato un letto speciale
meraviglioso. Non penso di dover stare a lungo qui, quando
ripartiamo per il sud della Francia ? Rispondo: appena
possibile, quando ti sentirai meglio, partiremo, te lo prometto.
Ognuna racconta una bugia all'altra. Non lo so se era davvero così convinta, forse non mi voleva far preoccupare. E io non ho la forza di non mentirle. Qui, in questo reparto, dove sono i malati di cancro, le infermiere sono fantastiche! Tentano di far diminuire i dolori fisici e dell'anima, e si vede che hanno una formazione professionale in psicologia. Ogni desiderio viene reso possibile.
La domenica parlo con i medici e chiedo se posso tornare un giorno a casa. Mi rispondono che sarebbe potuto andare avanti così per qualche tempo, e che posso andare a casa: loro mi avrebbero avvisato, se lo stato di salute fosse peggiorato.
Gaby mi dice: certo che puoi rimanere il lunedì a casa, martedì sono sicuramente ancora qui. Ride e dice: non mi manderanno a casa così facilmente. La domenica vado nello Jura, lavoro il lunedì a Basilea, telefono all'ospedale: tutto è come prima. Prego di dire a mia figlia che sarei tornata martedì mattina. Nella serata un temporale nella svizzera occidente: niente telefoni, neanche telefonini!
Nella notte, alle 12 mi raggiungono dicendomi che mia figlia era morta alle 21:30. Non mi fu concesso di essere vicino alla mia figlia nelle sue ultime ore. Però il suo ex-marito era lì fino alle 21. Lo ha salutato con un gesto della mano, ma aveva problemi con la respirazione. Neanche lui ha notato il peggioramento. Grazie a Dio non ha sofferto ancora per molto tempo.
Ho vietato di mostrala dopo la morte - lo shock sarebbe stato troppo forte, vedendola. Le ho detto addio a nome di tutti. Così tutti la ricorderanno comera.
Quando, prima del funerale il giorno 9 giugno 2000, torno nel appartamento di Gaby, prendo due libri di Hamer. Leggendo capisco molte cose: Iscador è veleno, i medici che uccidono e cosi via. Non cè da meravigliarsi perché la gente che crede a questo ciarlatano abbia tanta paura degli ospedali. Trovo una fattura per un esame TAC di gennaio 2000. Lei doveva ben conoscere il suo stato di salute: era piena di metastasi.
Non lo so se Gaby sarebbe sopravissuta con la chemioterapia, ma una cosa la so: non avrebbe dovuto sopportare dolori orribili e sarebbe morta in un modo più umano. E sopratutto avrebbe sentito il nostro amore e il nostro aiuto. Avremmo fatto tutto per lei - se solo ce lo avesse lasciato fare!
Rose-Laure Huber
Rose-Laure Huber ci ha permesso di pubblicare il suo testo.
http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ testimonianze di ex-collaboratori di Hamer
http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm la testimonianza di Christa Wechselbaum
informazioni: http://www.transgallaxys.com/~italix/
contatto: italix @ transgallaxys.com
data: 29.9.2007