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Author Topic: Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"  (Read 8533 times)

ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« on: August 06, 2008, 03:37:41 PM »



in memoriam Franco Longo




http://grazieperche.blogspot.com/2006_10_01_archive.html

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Grazie Perchè...

il Blog di Franco Longo
sabato, ottobre 21, 2006
dolore inimmaginabile


Dolore inimmaginabile

Lucia capi appieno che il decadron che mi aveva fatto fare quelle 20 ore famose, non presi più il decadron e passò tutto dopo 3 o 4 giorni.

Fu come il primo giorno per me e per lei, quante volte fu come il primo giorno...

Passa un mese e stavo sempre più male.

Lei, Lucia, entrò nella mia anima, fece tutto il possibile e impossibile, ma stavo male sempre di più, ascoltavo solo il mio male, dentro, fuori, intramezzo ma non c'era niente da fare, a volte mi sforzavo di ascoltarla, troppo tempo che soffro...

M'ero messo in carrozzella, non ce la facevo più a stare in piedi:o(, vado in bagno, arrivato sul bidé dovevo prendere i bastoni per andare sulla tazza, faccio quel che devo fare, mi stavo alzando mi si rompe l'acetabolo sx logorato frantumato dalla metastasi, caddi a terra urlando dal dolore, dopo un po' strisciando mi metto, con tutta cautela, sulla sedia a rotelle, mi metto sul letto, un'altra volta piangevo dal dolore, gli telefono a Lucia sul lavoro dicendo che ero caduto, quando venne a casa si accorse della gravità del fatto.

Subito si organizza Lucia a mettermi vicino al letto tutto il necessario perchè potessi vivere finche lei tornava dal lavoro, la ringrazio tantissimo.

Non mi potevo mettere il gesso, potevo solo rimanere li immobile.

Dopo 4 giorni si ruppero, un'altra volta, 3 ossa al bacino, si ruppero patologicamente, li soffrii quanto mai mi ero immaginato, tutte le volte che facevo un micromovimento piangevo urlando dal dolore.

Sulla prima rottura mi ero messo il cerotto di morfina, poi avevo cambiato marca, mi dava troppi effetti collaterali, questo che uso adesso me ne di meno effetti collaterali.

Dicevo: ogni volta che facevo micromovimenti piangevo con tutto il cerotto, 4 ossi rotti dal vivo!!!

Al che mi vidi costretto, tramite i figli di Lucia che vedevano quelle scene brutali, anche tramite me che avevo bisogno di tutto, ad andare a Rovereto dai miei genitori e alle cure palliative a farmi assistere.

A casa dei miei genitori durò poco, perché mio padre è molto malato, andai nell'hospice di Mezzolomardo vicino Rovereto.

Li mi trattarono bene, gli e le infermieri/e mi trattavano con la massima dolcezza, massimo 5 giorni avevo bisogno di loro e poi basta, un mese rimasi li, di nuovo con la mia Bella, mi sentivo rinato, con la sedia a rotelle andavo dappertutto, roba di 5 minuti poi mi dovevo stendere, i dottori avevano detto che avevo fatto passi da gigante!

Duro un paio di mesi, di nuovo all'hospice di Erba:o(

Ma non mi do per vinto, poco prima che andassi ad Erba mi fefvticqci visitare da un professore di cui ho già scritto prima, mi aveva dato grossisime basi di guarire.

Ed ora sono qua, i dolori aumentano, ma era previsto, si stanno rinsaldando le ossa e ciò fa male, si sta facendo il periostio, quel callo sopra gli ossi, mica sono uno, a quanto pare sono 4!!

Sopporterò anche questi dolori…














posted by Franco Longo at 09:57 | 0 comments links to this post  


Ritornai a Carugo


Per quattro o cinque giorni fece poco o niente, poi si è ripresa, me l’aveva detto quindici o venti giorni dopo che s'era fatto male alla gamba!!

Tempo un mese ricominciaci a stare male tantissimo, ero nervoso, la sera quando veniva Lucia dal lavoro, poco prima mi venne in testa di vedere le scannerizzazzioni delle TAC e della PET, guardando bene avevo 2 metastasi

Ogni 7 o 8 mesi andavo su tutte le furie senza che ce ne fosse il motivo, nella mente mi sconquassavo, laceravo perché mi comporto a questo modo, ma non c'era verso.

Giunti a agosto del 2005 me ne andai col camper da solo pensando alla mia malattia e a guarire dagli scatti di nervoso. Tra l'altro mi lasciai anche con Luce.

Mi presentai in Germania con il camper ad Ahidemberc (scusate se non è scritto giusto) c'era la manifestazione in favore del dottor Hamer

Poi me ne andai a Rimini dove c'era il camper show, comprai un pò di roba, mi piazzai proprio al centro di Rimini accanto alla spiaggia, non proprio al centro, 150 metri dopo, li rimasi 6 giorni, mi svegliavo nella notte a guardare le stelle....la luna, niente in confronto della germania, lì c'enerano a biliardi di stelle, quanto ho sognato....ho sperato e ho deciso in germania, deciso di non avere più scatti di nervoso mentre vedevo la stelle la luna, con tutto il mio cuor. poi me ne andai a Pavia, in un paesucolo dove c'era un castello passai davanti alla piazza c'era posto per il parcheggio, mi fermai lì.

visitai il castello da fuori visto che era mezzo giorno, mangiai in camper, decisi di rimanere lì dovendo fare un ritocco allo stesso. me ne andai a Carugo, a casa di Lucia per prendere la roba da vestire e qualcos'altro, lei mi raccontò le ferie che era andata a fare in Tanzania, io gli raccontai I miei passi in Germania, ogni sera vedevo le stelle, come quando mi ero sposato ma ora non avevo paura, gli raccontai di quel paese vicino Pavia.

Passai i miei 6 giorni più belli della mia vita fino ad allora. E poi partii per terminare il viaggio, ancora dovevo mettere a punto qualcosa sulla mente che mente, pure lei doveva mettere qualcosa apposto nella sua mente.

Fu il mio viaggio più appassionante per amore verso Lucia e per paure verso Luce, verso l'infinito verso la terra mia (anche se sono nato a Rovereto, avevo 6 mesi quando sono andato a Pompei…)

Mi ero portato libri con i quali mi potevo aggiustare il cervello.

Cominciai con un libro che parla come comportarsi in pubblico, con la persona amata e da soli, poi c'è un libro che si intitola "I sentieri si tracciano camminando" di Thérèse Jacobs-Stewart, il quale parla maggiormente dell'Amigdala.

Mi ero portato, prima che andassi da Luce, il libro: 'le 5 ferite e come guarirle' rifiuto-abbandono-ingiustizia-umiliazione-tradimento.

Sofrivo di rifiuto, in quel libro la maschera del rifiuto veniva descritta come abbandono, ho sempre abbandonato chiunque, quando si facevano troppo intensa l'amore- amicizia le abbandonavo, non so perché ma le abbandonavo, ora so perché, la maschera viene adottata fin da 2 anni di età, poi te la porti avanti con gli anni, io ho avuto un storia particolare da bambino, come l'hanno avuta quasi tutti.

Amigdala


L'amigdala è un'antica parte del cervello che in tempi antichi ti salvava la vita, ora, in via eccezionale, non serve quasi a niente se non sei in pericolo.

È tutta una formazione elettronale, le chiavi in un solito posto piuttosto che in un altro, quando non possiamo fare niente l'amigdala compie micro-movimenti senza che ce n'accorgiamo (quando siamo nervosi muoviamo la gamba di continuo, eccetera).

in questo è utile l'amigdala.

Poi, se non erro, entra in azione da piccolo nelle maschere che ti impongono i genitori o chi per essi.

Avevo la maschera dell'abbandono, equivale al fuggitivo, sono arrivato a 49 anni prima di accorgermene, ne ho anche altre, tutte ma in misura minore.



Mi sono messo ha studiare l'amigdala, ho fatto meditazioni a modo mio e……mi sono messo alla prova con delle persone incontrate per 'caso', mai una volta che mi ero fatto prendere dal nervoso, sapevo controllarla l'amigdala, poi avevo ri-fatto una strada neuronale nuova, una di queste persone aveva sui 65 anni, andando avanti col discorso gli dissi della mia malattia (anche lui ne aveva una, un cancro alla vescica), eravamo diventati amici insomma, gli spiegai del metodo del dottor Hamer.

Stavo sul lago di cui non mi ricordo il nome vicino Viterbo, se non erro Bracciano?, questa persona mi aveva invitato a cena in un ristorante vicino al lago, tre volte mi invitò e all'ultimo momento aveva sempre da fare , cosi non se ne fece niente. Lui si scusò tutte e tre le volte, la presi con filosofia senza neache pensare che con uno come me non ne varrebbe la pena di sprecare una cena, e questo mi è servito moltissimo perché avevo la metastasi alle ossa e ciò vuol dire che soffrivo di svalutazione!

Antonio . era un architetto.

In seguito mi inventai molte meditazioni che duravano tre minuti.



Era sempre un'incanto il viaggio sul camper, vedevo persone, luoghi, paesi, tutto mi sembrava meraviglioso, sublime, per la gente di la sembrava niente quando glielo raccontavo, per me era meravigliosamente bello, cominciavo a 'vedere' le cose per la prima volta, non con la mente, con il cuore!

Una volta entrai a Terni in una farmacia chiedendo dei medici omeopatici che mi facessero fare delle lastre al bacino, la dottoressa vedendomi zoppicare mi chiese cosa avevo, risposi e lei rimase a bocca aperta, dissi che ero sicuro di guarire, lei mi guardò stupita, comunque mi scrisse il numero di tre medici omeopatici, telefonai a tutti e tre, uno con una scusa, uno con un'altra rifiutarono di farmi fare l'esame (credevano che fossi matto, tra l'altro non conoscevano Hamer).

Cosi me ne andai al pronto soccorso facendomi i raggi, incontrai un medico e un'infermiere che non ci volevano credere che avessi quella roba là, fecero un paio di battute sarcastica, ero nervosissimo, gli risposi con altrettante battute sarcastiche 'mettendoli in mezzo alla strada' come si suol dire, andai ha fare i raggi quando venne il mio turno, quando li vide l'oncologa neanche a parlarci, voleva farmi cure…'pericolose', me li son dimenticati la in definitiva,…bhè mi alterai un pochettino, prima gli infermieri, poi il dottore poi l'oncologa, ogni limite a una pazienza, come diceva il buon Totò.


Ritornai la dove mi ero fermato in periferia di Terni, passato il ponte c'era un rimessaggio di camper, ma non andai al rimessaggio, andai in un parcheggio li vicino, stando vicino al muro non davo fastidio a nesuno.

Mi svegliai un paio di giorni dopo, mi faceva mela terribilmente la gamba, non riuscivo neanche a metter piede per terra, avevo finito le aspirine, avevo finito il mangiare, tutto, avevo finito pure l'acqua da bere e nel camper, ciò che mi preoccupava era il gas per il riscaldamento, ne avevo per una sola nottata poi avrei dovuto dormire al freddo, era novembre, vistomi alle strette telefonai a Lucia se poteva usare internet per inviare una e-mail a vedere se qualche anima di buon cuore veniva lì a darmi una mano, altrimenti avrei chiamato un'altra volta il pronto soccorso e non mi andava proprio.

Era la mattina quando telefonai a Luce, il giorno dopo si presentarono due ragazzi e una bambina, uno si chiamava Daniele e la figlia, un'altro si chiamava Marco e non venivano da vicino, 100 chilometri si dovevano fare!

Mi portarono ogni ben di dio: acqua/pane/salumi/scatolette e varie cose

Mi tempestarono di domande, ma principalmente come avessi potuto portare il camper fino là, risposi che non mi sentivo un uomo malato a morte, è come avessi un raffreddore ma che ci vuole tempo a guarire e con il dolore non ci facevo caso se non era al massimo, quando il dolore era insopportabile mi fermavo, mi stendevo sul letto e cominciavo a respirare lentamente, quasi a distaccarmi dal mio corpo, metà del dolore mi passava, sono convinto che il dolore proviene dalla mente, le terminazioni nervose fanno il resto, dopo 20 minuti che respiravo lentamente, pensavo solo al respiro e mano mano se ne andava il dolore, non tutto ma la metà si, quando dormivo, poco per la verità, non sentivo dolore ciò vuol dire che viene dalla mente.

Poi ce ne andammo al distributore dove vendevano il gas, facemmo il gas, poi facemmo l'acqua nel camper, mi accompagnarono al posteggio là in periferia, sono stati un pò la a parlare e se ne andarono, Marco Daniele e la figlia furono il 'cibo' della mia giornata, senza di loro non so come avrei fatto! Marco mi disse che sarebbe venuto l'indomani a pranzo, voleva fare due chiacchiere con me, mi fece molto piacere.


L'indomani andammo ha mangiare fuori, mi fece visitare la città, in macchina s'intende, poi verso le tredici andammo a mangiare, a che mangiata!

Parlammo di cosa avrei fatto quando fossi guarito, da che provenivano queste malattie 'mortali', di lui, facemmo una bella chiacchierata.

Verso le 17 mi accompagnò al camper, disse probabilmente non ci vedremo più ma ti porto sempre nel mio cuore, dissi io lo stesso, mi siete venuti ad aiutare, avete un carattere gentile e cuore d'oro, rimarrete sempre nel mio cuore!

4 o 5 giorni dopo, quando mi setii meglio, partii alla volta di San Benedetto del Tronto dove abitava Pietro, li mi giunse una tel di Pietro, era partito verso Milano, andava a assistere a una conferenza il cui relatore si chiamava Cristina Garavaglia.

Mi fermai lo stesso a S. Benedetto del Tronto e andai a mangiare in un localino, mangiai bene.

Mi diressi la mattina dopo verso Porto S.Giorgio dove c'era Madilde, una amica di internet a me molto cara, me l'aveva fatta conoscere Lucia per telefono, arrivai alla sera vicino a un cimitero, volevo chiamarla ma erano le 23 e non mi parse il caso, mi preparai per dormire.


La mattina dopo telefonai a Matilde, intanto ci tel 4 o 5 volte al giorno sms a non finire io e Lucia,la tenevo aggiornata sui più piccoli particolari.

Fu felicissima Maty ma non poteva perchè era al lavoro, ci vedemmo la sera.

Intanto c'era un fioraio davanti al cimitero (posto ideale per fermarsi col camper, intanto non c'era rumore e poi lessi sul libro Malattia e Destino che era il posto adatto per fare meditazioni e qualsiasi cosa per aver a che fare con te stesso) per fare un gentil omaggio a Matilde.

Entrai, ordinai fiori strani ma che facevano un bell'effetto, chiacchierai con la commessa, che all'ultimo era una delle proprietaria, aveva 21 anni, parlando parlando dei fatti miei lei, come se niente fosse, mi racconto la propria vita, gli ispiravo fiducia, aveva anche una sorella che poi conobbi. Fatto il bouche di fiori me ne andai 10 metri più in la sul camper, arrivata l'ora ci incontrammo con Matilde, era ed è spumeggiante, molto viva, ci conoscemmo di persona, è una bella anima, prendemmo l'appuntamento che mi veniva a prendere per mangiare a casa sua. Comunque ci facemmo un sacco di risate insieme alle figlie, per fare ingelosire Luce mandammo sms e telefonate provocanti:o), per scherzo Lucia fece la gelosa.

E, come quasi tutte le persone che si avvicinano alla vita spirituale, aveva avuto una vita molto dura.

Scambiammo idee, mi disse cose che non ne sapevo nemmeno l’esistenza in campo spirituale, e io con lei, ci divertimmo molto.

Stetti li tre giorni vedendoci ogni giorno.

Ci demmo l’appuntamento al prossimo anno in estate io e Luce.

Devo ringraziare anche lei!

Devo ringraziare anche quelli/e che mi messaggiavano tutti i giorni, che mi mandavano energia:o)


Mi stavano rubando il camper

Pian piano con il camper risalii sull'adriatica.

Arrivato alle porte di Milano, precisamente a Melegnano, parcheggiai e me ne andai a mangiare fuori, rientrai sul camper e andai a dormire, verso le 24 udii un rumore, non ci feci caso, vuoi vedere che ho girato tutta l'Italia e qui mi rubano il camper, nooo.

5 minuti dopo udii uno scatto e vidi la lucetta che sta sul retrovisore accendersi, stavo nel sacco a pelo, in un nano secondo mi liberai del sacco a pelo che stava in fondo al camper e urlai con una voce profonda, come a dire che ero un uomo bello e grosso (peso 58 chili), sparirono immediatamente, aprii la portiera che era stata scassinata, non vidi nessuno, misi in moto e me la svigniai. Stavo ancora in mutande, giudai per una mezz'ora, arrivato dove c'era un po' di gente, era domenica o sabato, mi fermai e mi rivestii.

Bella paura mi sono preso.

Il quadro channeling

Andai dove c'è lo stadio, li stava la casa di Rita, colei che fa l'Angelo su ordinazione, è una channeling, 'vede' i colori e li dipinge sul quadro, a volte a olio, a volte ad aquarello.

Non vidi Rita, vidi il marito, con un pò di difficoltà vide il camper e me lo portò, intrattenendosi li con me a fare domande circa la mia malattia, ci abbracciammo e me ne andai in cerca di Carugo, Milano è una città caotica, con il camper poi!!

Devo ringraziare anche Rita per avermi fatto l'Angelo mio.

Sbagliai tre volte, ma alla fine imboccai la strada giusta.

Erano quattro mesi e mezzo che non ci vedavamo, tranne quei 6 giorni. Raccontai tutte le cose che mi erano capitate, ogni tanto: peccato che non ci fossi pure tu!

Cosi andammo avanti sempre meglio.

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ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #1 on: August 06, 2008, 03:38:25 PM »

Terrore ai bordi della strada


Al primo dell'anno andammo a casa di Anna, sua sorella, faceva una cena con pochi intimi, ci divertimmo molto, non mi ricordavo un primo dell'anno come quello, anche Luce.

Poi stetti male, molto male, prendevo una marca di oppiacei come antidolorifici, erano pastiglie, fu li che sbarellai giorno dopo giorno ma non ce ne accorgemmo, fino a che andammo a casa di Anna in montagna, ne presi 2 la mattina, ne presi 2 il pomeriggio e la sera ne presi 2, più tutte quelle che avevo preso i giorni prima, di quella marca di oppiacei altrimenti non ce la facevo, mi sembra che si chiamava Decadron.

Era il compleanno di un amico, andando avanti con la giornata mi misi in testa che ero guarito, a un tratto uscii di casa e me ne andai, dove non si sa, ero fuori!

Camminavo in salita e discesa fino al lago maggiore, mi venivano in mente tutti gli amici/e di Lucia che erano diventati miei amici, pensavo a Lucia a Anna, ero come in trans, zoppicando feci 14 o 15 km nella notte, cambio la scena di 'osservatore' io guardavo Franco, avevo male, nello stesso tempo ero guarito, nessuno si fermava, alla fine della discesa caddi in ginocchio…non ce la facevo più, non so quanto tempo rimasi con la testa fra le mani in ginocchio, ri-andai in trans, uscivo e tornavo non so quante volte, dopo un pò mi alzai a fatica, quando fui ben fermo sulla gambe ricominciai a camminare, a fatica ma ricominciai, erano le tre di notte d'un colpo caddi svenuto dal dolore atroce.

Mi ritrovai in autoambulanza, li la mente che mente cominciò a farla da padrone, non capivo più niente, non rispondevo alle domande che mi facevano, nella mente si, con la voce no.


Arrivammo in pronto soccorso a Premeno, li cominciavo ha farla funzionare la mente, a volte cadevo nell'oblio, comunque mi fecero i raggi al bacino visto che zoppicavo e mi misero in una stanza dove avrei potuto dormire, rimasi sveglio tutto il tempo pensando che ero guarito e, in favore del dottor Hamer avrei voluto gridarlo a tutto il mondo (invece non ero guarito).

Alle 6.30 di mattina chiamai l'infermiara per domandargli se potevo vedere il dottore che mi diceva i risultati delle lastre, alle 7.30 disse e se ne andò facendomi un sorrisino.


Si fecero le 7.30…le 8.30, si annebbiò un'altra volta la mente, non mi vengono a vedere pensai, sorrideva l'infermiera, qualcosa ci cova sotto, uscii dalla camera, incontrai delle infermiere che facevano finta di nulla, lì, la mente che mente, ricominciò a farla da padrona, me ne andai, dopo un paio di curve andai sulla stradone che costeggiava il lago, tremante di paura, mi guardavo davanti, indietro,…ai lati,…sono morto mentre camminavo…pensai, camminavo vicino al muro, per questo me ne sono andato senza che nessuno mi dicesse niente, sono spirito, zoppicando camminavo strisciando al muro avevo paura massima, d'un colpo un cane nero enorme abbaio forte, mi venne in mente il cammino di Santiago di Coèlho, m'inginocchiai, continuava ad abbaiare il cane, non facevo un passo ne avanti ne indietro, implorai il cane di finirla di abbaiare, come se lui mi capisse, alla fine mi mossi a fatica,feci i primi passi da quel cane che, per fortuna, abbaiava dietro una rete, continuava ad abbaiare sempre più forte, mi sembrava di essere già passato di li, con quel cagnaccio nero che abbaiava, Dio perché mi fai passare questa vita, sono un bravo ragazzo…perché, perché mi fai prendere paura folle, perché, oramai mi ero convinto che la mia vita fosse li, io che andavo in ospedale, nessuno mi dava retta, io che me ne andavo indisturbato, quella camminata piena di paura, quel cane che mi sembrava il cane di Santiago, ripetevo quella strada milioni di volte e sempre avevo paura, se fosse veramente il cane di Santiago?


Tutte le macchine che passavano passavano diritto, eppure si vedeva che stavo male, non ce la facevo a camminare, stavo tutto piegato sulla sx ma non si fermavano, è logico: non mi degnavano neanche di uno sguardo, ma perché non mi vedono, ero come un fantasma, intanto continuavo a camminare tremante di paura pensando a quale brutto scherzo mi aveva fatto partecipe Dio per castigarmi, eppure non avevo fatto niente di sacrilego! Dio perché,…perché Dio? Non sapevo darmi pace e intanto camminavo sempre più piegato sulla sx, guardavo in cielo, certo dico brutte parole, ma mai bestemmio perché DIO!!! E continuavo cosi col terrore che quella fosse la mia vita in eterno.

D'un tratto in una curva si fermo una macchina, ormai ero ridotto a uno straccio, mi vedono pensai!!!!!!

Abbasso il finestrino, in ginocchio afferrai la maniglia della portiera e non la lasciai più, si fecero molte di macchine ferme, allora esisto, ESISTO!

MA NON MOLLAVO LA MANIGLIA DELLA MACCHINA!!

Quando vidi arrivare l'autobulanza svenni e lasciai la maniglia.

Di nuovo domande, di nuovo spiegazioni, cosi pensai che arrivati al pronto soccorso, di nuovo tutta la trafila e poi me ne andai di nuovo, girai la testa, mi misi le mani sul viso perché Dio? Perché!……

Arrivato al pronto soccorso, era di nuovo quello, a Premeno dove me ne ero andato, venne un uomo accanto che aveva preso le generalità in mezzo alla strada, era un polizziotto che col mio cellullare aveva chiamato il primo numero nella lista: amoreluce!

Dopo un pò arrivo Lucia, si vide tutto lei, firmò la carta che se mi sentivo male era colpa sua.


posted by Franco Longo at 09:56 | 0 comments links to this post  


SENEGAL

Arriva l'estate del 2004, fra me e Lucia si stava rompendo qualcosa, camminavo sempre male, mi prendo a malincuore il bastone, stavo pensando di andare da qualche parte da solo, prima per pensare solo a me, secondo per rinsaldare il rapporto con Lucia ma non so come avrei fatto, un pò di lontananza avrebbe fatto sen’altro bene.

Pensa e ripensa, avrei fatto come nel 97! Mi trovavo un giornale dell'africa davanti che parlava di varie nazioni, chiudo gli occhi, una volta aperto il giornale con gli occhi chiusi la nazione che mi esce sarei andato lì!

Apro il giornale, apro gli occhi mi esce Senegal, sarei andato li per 6 mesi.

Il giorno dopo lo dico a Lucia spiegando che lo faccio per me e anche per lei, che non volevo perderla, parliamo di come avrei trovato una sistemazione li, non ti preoccupare, vado un pò qui un pò la, dove troverò un posto adatto li mi fermerò, a Nairobi come ho fatto, partii con il solo biglietto per l'aereo, cosi faccio anche per il Senegal.

Intanto 6 giorni prima vado a Rovereto per sbrigare delle commissioni, un pomeriggio esco dalla casa dei miei genitori e incontro una senegalese, la saluto, visto che miei genitori la conoscevano, la fermo e gli chiedo se in Senegal il funziona il bancomat, lei mi guarda con aria stranita, perché mi dice lei, devo andare in Senegal per 6 mesi e allora,…non mi fa nemmeno finire di parlare, vieni a casa di mia madre e non discutere con arie divertita, al che mi sono trovato senza parole, era la prima volta che ci parlavo comunque quando sarei partito sarei andato a casa di sua madre.

Tornai a Carugo, noi due ci ritrovammo come appena conosciuti, innamorati come non mai tre giorni mancavano.

Il giorno prima andammo con i figli di Lucia alla festa di Arosio, rimanemmo seduti sul muretto senza parlare…ci guardavamo…ci scambiammo un bacetto, ci abbracciavamo.

Arrivò il pomeriggio che dovevo partire, se dovessimo dare retta a quel giorno lì non ci saremmo separati, sia io che lei mantenemmo fede al progetto.

Ce ne andammo all'aereoporto mogi mogi, pranzammo lì e intanto s'avvicinava l'ora della partenza, arrivammo dove ci dovevamo lasciare, ci abbracciammo, non so quanto ci abbracciammo,…ci davamo bacetti…ci guardavamo negli occhi, quegli occhi grandi che meritavano solo serenità, pace, chiarezza, ed io che non sapevo che cos'era più la chiarezza, pace, serenità, dopo un lungo bacio d'addio entrai nella sala d'aspetto finche non la vidi più.

Mi aveva regalato una penna con il diario su cui c'erano tanti cuoricini;o))

Faccio amicizia con delle senegalesi, dico che vado a Thies per un mese e poi mi sposto, mi dicono che Thies è la seconda città del Senegal, faccio quattro chiacchiere finche non partiamo.

Preso posto con gli occhi chiusi penso a Lucia, a tutto quel tempo in cui ero malato, sembrava che si stesse avvicinando la guarigione e poi di nuovo con maggiori dolori, avevo preso la decisione giusta, in Senegal parlavano Francese, il francese si ferma alla terza media e quindi me l'ero dimenticato, anche se andavo in una famiglia dove parlavano francese sporco, voglio dire non il francese che si parla in francia e non capivo quasi niente, potevo pensare alle situazioni sgradevoli che mi ero costruito in quei due anni che ero malato e li potevo eliminare.

Una cosa è certa, non volevo perdere Lucia!


THIES

Feci una fermata a Casablanca, mi sedetti su una panchina fatta di legno, ah la mia metastasi!

Dopo si venne a sedere un senegalese che lavorava a Genova presso una ditta di trasporti, piano piano è diventato un capetto, poi si sbottono e disse che era fidanzato con una ragazza in Italia, la trattava come una regina e che in Senegal aveva una moglie e che la trattava come una schiava, se sono tutti cosi in Senegal sto fresco, invece, col senno del poi, non era cosi.


Arrivammo a Dakar con due ore di ritardo, all'uscita dall'areoporto mi fecero tante storie: perché sei venuto in Senegal, sono ha fare un viaggio di piacere presso madan Anna, gli scrissi l'indirizzo, insomma passava mezz'ora e stavo ancora lì ha spiegare, volevano la mancia, io avevo 50 euro, ma nemmeno se mi avessero tenuto li una settimana non glieli davo! Stavo con il bastone, mi faceva male la gamba e m’innervosii tremendamente, m’avvicinai al naso suo e dissi: PASSO E SE PROPRIO NON MI VOLETE FAR PASSARE L'AMBASCIATA ITALIANA STA' A DAKAR, VI DENUNCIO!!!

Subito mi fecero passare senza mancia.

Arrivai fuori all'aeroporto dove c'era un ragazzo con scritto su un cartello: longo franco, erano i figli di madam Anna, Thies da Dakar erano una cinquantina di km, entro nella macchina e c'era una figlia di madam Anna che parlava l'italiano, fu una sopresa per me, quella ragazza abitava a Rovereto, stava lì per una vacanza, cominciammo a parlare di me e della sorella e di lei, lavorava nella impresa di pulizie della sorella, per un mese all'anno veniva a Thies per passare le vacanze.

Arrivammo dopo due ore, li le strade non sono come qui e se la prendono con calma i tassisti,erano le cinque e mezzo, madam Anna ci venne ad aprire la porta tutto assonnata.

L’indomani mattina mi accolse con una colazione fatta di un tè mischiato con il latte, solo per me e per lei, i figli mangiavano senza latte non perché a loro non piacevano, ma per risparmiare (la mattina dopo anch’io bevevo solo il tè), le domestiche mangiavano dopo, 2 domestiche.

Madam Anna aveva 83 anni, sembrava una donna di 65 anni come vitalità, dopo le prime chiacchiere che non capivo un tubo, si mise ha parlare con i gesti, ridevamo tutti!

Si fece la sera, mangiavamo e, contro il parere di madam, uscii portandomi dietro Jean.

Non c'era asfalto lungo le viuzze, solo polvere e sassi, passeggiammo fino a uno spiazzo, fu uno spettacolo meraviglioso, non c'erano luci, si vedevano stelle, stelle ma cosi grandi che non si può, così grande la luna, sembrava di essere all’imbrunire, invece eravamo alle ore 22, una luce che non ti dico, quando ero lontano da li mi sembrava di udire le oche che tutte insieme facevano QUA, era un rumore assordante, invece quando arrivai allo spiazzo erano rane grandi, ma chiesi al ragazzo non ci sono animali normali in questo paese? Lui, quando ebbe capito, si fece una risata pazzesca, mi spiego qualcosa, ma non capii, lui se ne accorse e ci mettemmo a ridere tutti e due.

Un giorno stavo leggendo nel porticato, poi uscii fuori nell'aia con la sedia, vidi una lucertola gigante sul muro, poi se ne aggiunsero altre due ancora più grandi, il Senegal è il paese degli animali giganti!

Mi trovavo in centro di Thies a comprare cibi italiani, pagato mi dimenticai il borsello aperto, si vedevano dal portafoglio i soldi locali, camminavo con un braccio la spesa, con un braccio il bastone, si avvicina un ragazzo e mi dice qualcosa nella loro lingua, io naturalmente non capivo, dopo un paio di minuti allunga le mani e mi chiude il borsello, al che pensai vestito di stracci me lo poteva rubare lui visto che avevo tutte e due le mani occupate e zoppicavo. Un’altra volta andai alla 'boutiche', vendono di tutto, a comprare un pacchetto di marlboro, stava 300 denari (non mi ricordo la loro moneta), gli do 500 e me ne vado sovrappensiero, faccio 50 metri e vedo uno che mi corre dietro, monsier monsier, era venuto a darmi il resto. Con 200 denari faceva colazione, pranzo, cena e gli avanzavano una sigaretta, sono andato nell’università della brava gente!

Ogni volta che andavo fuori o in città dovevo riferire a madam Anna, venti per cento in francese, ottanta per cento a gesti, io e lei ci facevamo delle risate mostruose, l'azione che si spiegava in un minuto con lei ci mettevo mezz'ora:o)

Mi volevo affittare una casa la, una villa costava in soldi nostri 70 o 75 euro, per l'ennesima volta gli dissi a madam Anna di affettarsi a trovarmi la casa per favore, lei disse che l'aveva già trovata ammobiliata, era di un prete che stava un mese all'anno a Thies, che doveva telefonargli, la le cose se la prendono con tutta calma, madam Anna erano tre anni che non usciva, ebbene talmente che gli rompetti l'anima (o gli stavo simpatico:o) che mi accompagnò, a piedi facemmo 4 o 5 chilometri, arrivai là, era una villa maestosa, contornata da muri di cinta alta tre metri con I vetri di bottiglia spezzati sparsi, il giardino con alberi tropicali era attorno alla casa di due, ogni piano era maestoso, questo 75 euro? Roba da non credere!

Sentii parlare del mare, allora interpellai Jean, viveva là pur non essendo figlio loro, e dissi di voler andare al mare con tutte le domestiche, le domestiche non erano mai andate al mare indi per cui?

Và a parlare con madam Anna e lei dice no, al che vado io, lei prima dice no poi, pian piano dice si. Chiamammo il taxi a 7 posti e ci facemmo portare al mare che distava una sessantina di chilometri, fu una festa grande, in macchina ne fecero di tutti i colori, fino a quando una delle domestiche canto una canzone in mio onore insieme agli altri, mi fecero luccicare gli occhi, comunque bella davvero, l'oceano e il casino che fecero.

arrivati alla spiaggia per un momwnto mi isolai, pensavo a Lucia, a quanto fosse bello se lei fosse a Thies, c'erano tante cose da vedere, cose che alla maggioranza delle persone non volevano dire niente, ma a noi volevano dire tutto!

Mi ringraziarono dal profondo del cuore dicendo che non vi erano mai state, l'oceano non ci ero mai stato neppure io dissi loro;o) cercando di mettermi al loro piano.

Spiagge bianchissime che si perdevano a vista d'occhio, pensavo a Lucia, se potesse esserci pure lei stavamo a posto.

Quando ce ne andammo comprammo il pesce, li costa un terzo in confronto che in città, arrivati a casa ci facemmo una bella mangiata di pesce.

Ogni giorno, appena avevo qualcosa da scrivere lo buttavo giù, lì c'enerano cose da scrivere, ogni notte davo la buonanotte a Lucia visto che, per scelta, non ci potevamo telefonare, scrivevo però a viveremeglio quindi le riceveva anche lei..

Mentre stavo nell'aia che leggevo vicino a madam Anna e vi erano tutti gli altri, vidi entrare una persona che avevo un'agnello sulla spalle, belava l'agnello a più non posso, salutò madam Anna la quale si alzò, insieme andarono alla sinistra, c'era una terra battuta di 2 metri per 8, c'era un muretto intorno ad esso, belava sempre più forte l'agnello, sentiva l'ora del sua morte.…

Madam Anna prende il posto del uomo, fu la che capii che si trattava di un sacrificio, tutti i nipoti, le figlie e le due domestiche stavano a guardare.

Dopo aver fatto liberare le zampe all'agnello Madam s'inginocchio e cominciò a pregare, con la destra fece simboli su di esso e con la sinistra butto dei piccoli gettiti d'acqua se li beveva senza inghiottirli e li buttò sopra l'agnello, si fecero tutti seri, me compreso, provavo un'emozione indescrivibile, chiusi gli occhi per un momento, li aprii quando madam bevve l'acqua che gli era rimasta e la spruzzò sull'agnellino, tutto questo tempo in cui si avvicino madam smise di belare l'agnellino, se ne stava buono buono, lo accarezzo come un bebé un'ultima volta e se ne andò, poi venne l'uomo e lo…sacrifico.

Mi vennero i brividi, non era quella madam Anna che compiva il sacrificio, era una sacerdotessa!

Venni a sapere dopo che non era per mangiarlo loro, ma per darlo ai poveri!

E sì che non era una famiglia ricca…

La notte non si dormiva essendo il clima molto umido, allora prendevo appunti durante la giornata di tutto quello che mi colpiva, poi scrivevo la notte.

Le mosche, quand'andavamo al mercato del pesce vi erano solo mosche, poi tolte le mosche appariva il pesce, me ne mangiai un pò per due volte…

Mentre leggevo all'aperto, mi arriva un sms da Lucia, era 'rotta' alla gamba destra i muscoli sotto il ginocchio, mi precipito subito allo scabuzzino dove c'è il telefono poco lontano, era un mese che non ci telefonavamo, telefonai, lei…Lucia, che voce meravigliosa, mi accolse con una voce cinquettante, me l'ero quasi dimenticata quella voce, gli dissi subito come stai, lacrimoni lei e lacrimoni io, non puoi accompagnare i ragazzini a scuola dissi? E come fai a andare in gelateria? Tu sei la vita mia, lei che non a mai voluto sentire questa frase, disse piangendo: e tu anche sei la vita mia!!! Insomma 45 minuti al telefono, 25 continuando a piangere parlando, gli dissi che sarei tornato, il tempo di fare il biglietto a Dakar.

Andammo a Dakar io e Jean il giorno stesso, il tutto fare di madam Anna, prendemmo un taxi e via, tutto si risolse in mezza giornata, fra 3 giorni avevo il viaggio di ritorno.

Bhe, se non altro potevo mangiare un piatto con i gamberi come si deve e potevo parlare la mia lingua:o)

Apparte gli scherzi, potevo fare tutte le cose che faceva Lucia in quanto a accompagnare I ragazzi a scuola, fare la spesa, tutte cose che faceva lei.

Quando ci vedemmo all'jaereoporto, lei con il bastone, io con la gamba claudicante e con due valige ci abbracciammo, non ci lasciavamo più!


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giovedì, ottobre 19, 2006
visione

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ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #2 on: August 06, 2008, 03:38:42 PM »

Visione


Maggio, non mi ricordo il giorno, finii di parlare a telefono con Luce, era mezzanotte, andai a letto, chiusi gli occhi e, poco dopo, vidi davanti a me una scena:

mi trovai dal dottore con la testa pelata, con lui c'era un altro dottore, mi guardò serio e mi disse tu hai un cancro! aprii gli occhi, mi vennero le lacrime agli occhi, non per me, per Lucia, sapevo che era vero, Lucia che mi amava tanto, aveva trovato lAmore con la A maiuscola, ora… morivo? No, non era possibile, non ci credevo, avevo trovato l'amore…eppure quella visione!?

Ne avevo avute tre di visioni, si erano rivelate giuste, 'sentivo' che era giusta pure quella, piansi ma piansi, era la prima volta che piangevo per un'altra…era la prima volta che piangevo…


Se ho avuto una visione c'era un perché?

Ho pensato alle altre visioni, erano tutte andate bene, in positivo, mi nacque la speranza.

Il giorno dopo glielo dissi, piangemmo tutti e due, io per lei, lei per me. Alla fine cancellammo quella visione (per me ci volle una settimana e mi tornava in mente una volta ogni tanto).



L'incombenza del cancro


Mi ero fatto molti esami ma non c'era nulla, eppure avevo male sempre di più, il medico mi diceva che era una mia fissazione, intanto facevo ricerche su internet sui libri per sapere cosa fosse questo male che avevo. Intanto, 8 su 10 quando ci telefonavamo parlavamo del dolore che avevo con Lucia, già era diventata una fissazione.

Pensai che fosse il nervo sciatico, un reumatismo molto forte, il nervo sciatico, diceva il libro, che era falsità che avevo detto, ma non era possibile, da anni non dicevo falsità, dicevo qualche bugia veniale ma niente in tutto, il reumatismo era troppo forte.

Passano i mesi e avevo sempre più dolore. Vado dal medico, mi da giorni da stare a casa dal lavoro, fammi una TAC gli dico, ci davamo del tu, no le TAC costano che ti credi? Mi prescrive la solita visita, niente, il dottore dice che ho una parolona che non capisco, visite su visite niente se non qualche sciocchezzuola.


Al 4 novembre faccio unaltra visita accompagnata dai raggi al bacino, sto mezz'ora sotto hai raggi, al che mi fa il radiologo: porto questi raggi all'ortopedico, perché dico, controlli di routine, ma non mi dice niente, entro nell'ambulatorio, si presenta un medico, lascia i raggi sul tavolo e se ne va, entra un medico, un medico dalla testa pelata, mi ricordo la visione, ridacchio dal nervoso, penso cosa si inventa questo, si presenta, guarda attentamente i raggi, guarda me, poi i raggi e dice: c'è bisogno di una TAC al bacino, non ce niente ma voglio essere sicuro, dico: ho un cancro ridacchiando? Lui mi guarda, no ma che pensi, gli racconto la visione, c'era proprio un medico con la pelata e un medico vicino, proprio come adesso!


Non ho paura, me lo dica, lui mi guarda sbigottito, non sapeva che dire, guarda l'altro medico con fare incredulo, poi dopo un po’ di tempo, tu comunque fai la TAC domani sera, poi se ne parla di questa tua visione.

Telefonando lo dico a Lucia di tutta quella storia, del medico e di quel suo assistente, pari pari a quella mia visione! Silenzio d’oltre tomba, per rimanere sul tema, piange lei, piango io, più io che lei, perché ho paura a lasciarla sola per via dell’amore che mi voleva, già parlo al passato.

Il giorno dopo viene la sera alle 18, faccio la Tac, finito domando al radiologo cosa ho, non ho paura gli dico, lui, senza guardarmi in viso ha una metastasi bella grossa! Io le consiglio di andare a Milano, li c’è un centro di tumori.

Uscito dall'ospedale telefono a Lucia, comincio la conversazione: ho una metastasi bella grossa, la visione era esatta, non ho un cancro ma una metastasi!

In quella telefonata le avevo detto che mi avevano consigliato di andare a Milano presso il centro tumori, ogni tanto…un po' di spesso scappava una lacrimuccia lì mi facevano gli accertamenti più accurati, poi, se mi andava bene, mi facevano le chemio o le radio, vado all'ospedale di Rovereto a farmi gli esami e nient’altro, quello che succede succede.

Restammo a parlare una mezz'ora, il tempo d'arrivare a casa poi un'altra ora ha parlare, non l'auguro a nessuno quello che ho provato, abbiamo provato, nei primi giorni pur essendo pieno di spirito sia io che lei.

Il giorno dopo mi telefona Lucia mi chiede se, domani, andrei a Monza ha fare un seminario: apertura del cuore, rimango stupito, senza lasciarmi parlare lei dice: secondo me ci devi venire poi decidi tu. Dopo un po' di tentennamenti dico di si.

Il giorno dopo parto, sarà per la notizia sarà per la stanchezza, ero stanco e mi faceva male molto di più.

Esco la mattina per prendere il treno, visto che era presto mi fermo al bar per prendere un caffè, lo bevo e prima di pagare prendo un sacchettino di caramelle a forma di chiave, poi mi incammino alla stazione.

Arrivo alla stazione di Milano, viene a prendermi Lucia col sorriso sulle labbra, vedendola non ci pensavo più alla metastasi.


Mantenere un atteggiamento gioioso a prima vista può sembrare inappropriato alla risoluzione dei problemi, però la risoluzione dei problemi è fondamentalmente una processo creativo, che viene attivato più facilmente quando è sospeso ogni giudizio critico.

Frances E. Vaughan





L’ho abbracciata forte e dolcemente, ci siamo guardati negli occhi per un momento ma sembrava un’eternità, ce ne siamo andati raccontandoci quello che non ci eravamo detti per cellulare senza far accenno alla discussione dei giorni precedenti.

Arriviamo al seminario e ci sedemmo per terra, piano piano mi adagiavo, arriva il relatore Victor, una volta che tocca a me presentarmi, mi presento e dico quello che ho con molta naturalezza e quasi sorridendo, con pacatezza, faccio spaventare e sorridere le altre persone a vedermi cosi tranquillo, Victor rimane molto colpito.


Il relatore spiega il da farsi, baci e abbracci e ce n'andiamo ognuno a casa propria.

La locandina era a forma di un lucchetto che apriva un cuore, avevo preso un sacchetto di carammelle a forma di chiave!

Noi andammo in un Hotel che si chiamava King.

Entrammo ci avvicinammo alla reception, dopo le formalità prendemmo l'ascensore, al 2 piano c'era la stanza, volli prenderla in braccio, lei non voleva perché mi faceva male la gamba, l'ebbi vinta io, arrivai fino al letto, mi faceva molto male la gamba, la prima volta che mettevamo piede in un'Hotel, dovevo portarla in braccio:o)


Mi accasciai sul letto, ero distrutto, si lava, mi lavo, poi ci infilammo nel letto, e parlammo.

Poi spegnemmo la luce, ci demmo la buonanotte, mi lamentavo dal dolore, fin qui è normale, poi si alzo di tono il dolore, facevo con la testa di qua e in là per il dolore, respiravo più velocemente, poi la testa la giravo più velocemente e man mano urlavo più forte, provavo dolore indicibile, lei mi teneva la mano dx sul cuore e la mano sx sulla testa, continuavo sempre più forte a girare la testa e a urlare, provavo delle fitte incredibili, continuava a tenermi la mano sul cuore e sulla testa, pregava lei, urlavo io, sentii tutto d'un botto scomparire il corpo, sentivo la testa- il cuore- il piede sx, queste 3 organi sentivo,

poi nulla, il dolore era scomparso, sentivo la testa il cuore, il piede erano svanito, senza un dolore, poi mi svanirono anche la testa e il cuore, Dio come stavo bene, mi sentivo come una barca ferma su un mare piatto, smisi di respirare, ma come stavo Bene!!!


Lucia si accorse che me ne stavo andando mi chiamò, chiamo con voce più forte, quasi urlando fece il mio nome, Franco e ancora di più, Franco a un tratto cominciai a respirare, la guardai…le diedi un bacio come non gliel'avevo mai dato.

Pianse, piansi, c’abbracciammo più forte che mai, mi sfiorava la gamba e non sentivo il più piccolo dolore, facemmo l'amore…

Dopo che si fu addormentata, mi sentivo benissimo, mi alzai e feci reiki su tutto il corpo di lei dato che era stanchissima, lei in quel momento, dato che sentiva le vibrazioni, si svegliò ed ebbe paura poi ridemmo all’impazzata, io che, come un folletto, giravo attorno a lei facendole reiki!


Venne il giorno dopo, memori della notte passata scrivemmo una bella lettera della avvenuta guarigione, non scrivemmo tutta la verità perché ci prendevano per pazzi.

Arrivati al seminario quando scesi dalla macchina stavo malissimo di nuovo, Lucia andò avanti perché cosi avevo deciso io, la seguii piano piano. Arrivato a me con la presentazione raccontai la mia storia fino a quel momento, più in la ballammo, il relatore venne vicino e mi disse di riposare, lo guardai con aria divertita e: faccio quel che posso e mi misi a ballare non curante della trasformazione (metastasi), mi misi a ballare talmente forte che mi venne a mancare la gamba sx, Lucia lo sapeva che non bisognava toccarmi, i partecipanti accorsero in mio aiuto, Lucia li blocco dicendo che mi rialzavo da me, che altrimenti sentivo più male, e così fu, pian piano mi rialzai con la faccia trasformata dal dolore, mi ripresi e continuai a ballare, questa volta dolcemente.


Alla fine si usava prendere una pietra piccola ogni partecipante, venne il mio turno, con tutta delicatezza misi la mano nel cestino, presi il quarzo, aprii gli occhi e scoppiai in una fragorosa risata, fra tutti quei quarzi avevo preso l'unica rotta, con dei 2 frammenti dentro, alzai il quarzo e ridemmo tutti!

Fu un bel seminario, non è che ne avessi fatti molti, ma mi divertii molto e imparammo cose nuove, pure Luce.

Salutammo tutti, baci e abbracci, poi ce ne andammo in macchina.

Lì discutemmo sui vari apprendimenti che aveva dato Victor, furono molto interessanti, purtroppo dovevo partire quella sera stessa, il giorno dopo dovevo andare all'ospedale ha farmi gli esami per la metastasi, non si sapeva qual'era la causa per cui mi era venuta.



Il giorno dopo entrai all'ospedale di Rovereto, entrai li pensando di entrare in un luogo a me non confacente, invece fu un luogo di commozione continua, guardavo la luna e mi commuovevo, sentivo Bananan e sgorgavano le lacrime di gioia, mi trovavo a parlare con le persone appena conosciute ed ero ebbro di contentezza, quei dieci giorni che son rimasto li in ospedale attraversavo dei momenti di Gioia pura con tutto il male, bada ben: non conoscevo il dottor Hamer, ma ero convinto che non morivo!


Comunque andai a Trento ha fare la scintigrafia con contrasto che sono radiazioni in fin dei conti, la mi arrabbiai molto, il medico di Rovereto non mi aveva fato firmare una carta che sottraeva l'ospedale da qualsiasi inconveniente accaduto in seguito a quel'esame, arrivai a Rovereto e gliene dissi quattro al medico, il quale mi disse: una dimenticanza però avevo ragione a fare quel can can. mi fecero la agopsia dietro mio consenso, cosa che leggendo Hammer non si doveva fare in un momento di guarigione della metastasi, in sintesi quando mi faceva male, il risultato di tutti questi esami, ne feci altri.


Al polmone o ai reni proveniva la metastasi, ma quale di questi due esami: al polmone o al rene, non riuscivano a vederlo fu la risposta. Se al posto mio ci starebbe un'altro sviluppava un cancro al polmone, paura di morire.

Quando il dottore mi dimise disse che avevo due o tre mesi di vita, risposi: ci vediamo fra cinquant'anni ridendo, non faccio ne chemio ne radio ne altro, mi arrangio da me, il medico fu esterrefatto!


Di li a poco venne Luce a casa mia, discutemmo il da farsi per la trasformazione, dopo un po' escludemmo il San Raffaele a Milano, ormai sapevo che avevo una trasformazione che veniva dal polmone o che veniva dal rene, era uguale in fin dei conti.

Il giorno dopo mentre stavo in cucina mi chiamo ha farmi vedere un articolo su internet, parlava del dottor Hamer, lo trovai molto interessante, parlava dei conflitti che fanno venire le malattie oncoequivalenti e tutte le malattie, mi comprai i libri e mi misi ha studiarli, o meglio, ha studiarceli, io e Lucia.

Mettemmo ha soqquadro internet in cerca di un medico che si occupasse di nuova medicina ma niente, alla fine telefonammo al centro della N.M.

Ci dissero che c'era la terapeuta di Monza, telefonammo, ci disse che si era ritirata.

Non sapevamo dove sbattere la testa, un giorno Adriana, una donna della Terza Onda ci da l'imformazione tanto attesa, ci disse di telefonare a Brescia dove c’è un medico della nuova medicina che si occupa di queste cose, prendemmo l’appuntamento e ci presentammo li, si chiama Rosa Moreschi.


Ci face entrare quasi subito, prima mi fece entrare in una saletta in cui con uno strumento elettronico mi misurò l'energia dalla testa ai piedi e risultò anche il rapporto età reale/età virtuale in base all'invecchiamento del corpo in proporzione agli anni che avevo. Ci fece accomodare e guardò le TAC al cervello, un cancro ai tuboli collettori del rene sx, una metastasi ischio pubica sx e una malformazione al testicolo sx, parlammo un pò visto che non aveva tempo non ci fece pagare la visita, ci diede appuntamento alla settimana prossima che faceva una serie di corsi, uno alla settimana.
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ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #3 on: August 06, 2008, 03:39:52 PM »

C’erano molte persone e altre arrivarono, viene la dottoressa e ci sediamo, cominciò ha spiegare la N.M.

Cominciò ha fare esempi di animali che si erano ammalati, ma gli animali pensano correttamente il modo di curarsi da questi cancri, noi umani pensiamo in modi più svariati, quindi è più difficile trovare il conflitto e come curarlo ammesso e non concesso che troviate il medico che vi dice questo importante particolare, ci viene a conforto che il conflitto dovrebbe essere a circa 9 o 12 mesi dalla malattia quando viene diagnosticata, quindi…


Ebbene la dottoressa dopo circa 2 ore la mattina e tre ore il pomeriggio spiegò il contenuto dei suoi corsi (che comprendeva la PNL che serve appunto per cancellare i conflitti, t'insegna un nuovo modo di pensare e di parlare) e ci lascio andare.

Ci andai solo io, Luce per un motivo o per un altro non ci poteva venire, fu un corso molto interessante, si svolgeva in vari seminari.

Per quanto mi mettessi d’impegno andava avanti la trasformazione, andava avanti, boh, a volte mi sentivo meglio, molte volte mi sentivo peggio…

Ma quando vide tutte le TAC dell'osso si allontanò la Rosa, non aveva idea la dottoressa di quanto grande fosse la trasformazione.


Fu l'ultimo corso o seminario che feci per quella trasmormazione, vivevo giorno per giorno, subito dopo, un mese dopo che fui andato dalla dottoressa, stavo benino, mi misi a tinteggiare la casa, mentre tinteggiavo la casa mi venne di nuovo il dolore, ora che mi ricordo quattro o cinque mesi prima mi feci un taglietto sotto la lingua, un tagliettino da niente, uscirono come minimo un litro e mezzo di sangue, sono d'accordo che è molto idratata di sangue ma questo è il massimo, boh? Per un momento ho pensato alla leucemia…(che è lultima fase della riparazione alle ossa)

Hamer dice che in una matastasi alle ossa in molti casi viene la leucemia.


Quella trasformazione andava e veniva mi feci prendere dal nervoso e stavo a discutere con Lucia delle cose più svariate sempre riguardo alla malattia e m'innervosivo quasi sempre, ma non con lei.

Un giorno in gelateria, in una zona dove è vietata l'ingresso al pubblico, stavo sul lettino a riposarmi un po' quando andai fuori a fumarmi una sigaretta, la mia intenzione era quella, esco dalla porta sul retro, ci sono due gradini, l'ultimo un po' più basso, faccio un primo gradino, con lo sguardo vedo un'inquilino che entra dal cancello, sul momento che guardavo mi dimentico di fare l'ultimo gradino, il gradino lo avrei fatto col destro quindi sarei caduto sul sx, sul sx avevo la trasformazione, feci una giravolta quando cadevo ( l'inconscio ti salva la vita, più che l'incoscio l'amigdala, l'amigdala è una zona del cervello che entra in azione quando accade qualcosa di spaventoso, di elettrizzante, d'incidente eccetera, veniva usato dagli uomini primitivi nella caccia o quando si veniva attaccati da una belva, attacca- fuggi così decideva l'amigdala), urlai dal dolore, mi misero sul lettino ma il dolore non diminuiva, in quel mentre arriva Ovidio, mi fece pranoterapia, disse che dovevo respirare lentamente che si attenuava il dolore, ma niente.


Dopo chiuso la gelateria Lucia andò in cerca di una farmacia di un'antidolorifico, alla lunga la trovammo, gli spiegò la situazione al farmacista e mi diede una fans, la presi, mi fece poco o niente.

Passarono mesi cosi, a volte non sentivo il minimo dolore per pochi giorni, quei pochi giorni mi diedi da fare, c'era la casa da imbiancare, decisi in quei pochi giorni di imbiancare, imbiancai tre stanze, dopo pochi giorni ecco i dolori più forti che prima, mi abbattevo per un paio di giorni poi ricominciavo la 'lotta' con amore con la malattia.

Respiravo lentamente, su 18 ore respiravo in quel modo lì 10 ore, mi facevo reiki, leggevo libri sul cancro e su malattie varie, mi sono fatto una cultura su quel genere, poi avevo una crisi fortissima, se non c’era Lucia in quei frangenti non so cosa avrei fatto, comunque passarono altri mesi fra una crisi e l'altra.



Andai dalla dottoressa Ferreri, medico di famiglia, a prescrivermi la Pet, venne il giorno fissato e andammo a Milano ha fare l'esame accompagnato da Lucia, sempre e solo lei. Aspettammo il nostro turno, a differenza dei malati come me, io e Lucia eravamo allegri, venne il mio turno, entrai nella sala attigua e parlai con la dottoressa che faceva l’esame, spensierati, la dottoressa che mi faceva l'esame guardando le carte scoprì che seguivo le terapia di Hamer, la dottoressa andò su tutte le furie, bla bla bla lo sai che chi segue Hamer muore! Io: dovevo campare due o tre mesi, sono ancora qua, se muoio muoio ma non è colpa di Hamer, con questa malattia si muore molto prima.

Farfuglio qualcosa e se ne andò.


Finito la PET non mi dissero niente i medici, dovevo aspettare dieci giorni per sapere, quando mi arrivavano a casa.

Risultato: la metastasi solita e qualcosa di nuovo: il cancro al rene di 4.8 cm.

Del cancro al rene sx lo sapevo già tramite la TAC al cervello che avevo portato alla dottoressa Rosa, non mi aveva detto niente di nuovo, m'aveva detto ciò che sapevo già.

Andammo avanti cosi senza far niente della medicina ufficiale.


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mercoledì, ottobre 18, 2006



Mi iscrivo alla mail-list


Intanto girai da una mail-list all’altra su internet, fino a che, su Vivere Meglio, non risposi a una lettera sul massacro dell'11 settembre, di li a poco mi rispose un tale Abbondanza, quel tal Pietro che mi invitava a iscrivermi alla sua mail-list, disse che gli piacevano quei pezzi di Donald Walsch che lui passava alla sua lista.

Mi trovai imbarazzato davanti a una tal lettera, pensai; una in più una in meno mail-list sono sempre lo stesso, mi iscrissi con molto piacere visto che mi avevano invitato.

Lì, in quella mail-list, si potevano mandare allegati e ogni genere di cose.


Mandai musiche, foto, sfondi abbinati ai pezzi, mi divertivo per conto mio e divertivo pure gli altri, che vuoi di più!

Poi venne il giorno del mio onomastico, feci una spacconata, se spacconata si può dire, feci una scannerizzazione e mandai una preghiera di S.Francesco, mi risposero in tanti, mi rimase impressa LuceLuz, pochi giorni prima usò una parola 'vibrare',…quella parola mi fece e mi ha fatto vibrare anche adesso!

Rispondevo sempre a tutti, a lei in particolare.

Mi sembrava una professoressa tanto era colta, usava parole difficili, io che ero stato operato all’emiparte sx del cervello faticavo a capirla.


Comunque parlavamo sempre in senso spirituale, in una lettera parlò di una amica che faceva channeling, non lo sapevo proprio che cosa significasse, poi capì con l’andare avanti del discorso.

ho fatto lo sfacciato: chiesi il cell, lei senza pensarci su me lo diede.

Parlavamo di quello che avevo fatto io, poco per la verità, parlava di quello che aveva fatto lei, molto per la verità, poi tornai su quella persona che faceva channeling, mi piacerebbe incontrarla, Lucia disse si, a quando?

Bé, sto senza soldi, vengo a Milano se tu vuoi con il treno, ma dovrebbero venire a prendermi, ero ansioso di andarci, lei si prese un po' di tempo, giorni dopo lei disse: il mio onomastico, se vuoi puoi venire qui a Carugo ci sono una quindicina di persone, cosi si fanno quattro chiacchiere ti va?


Mi sentii svenire, ero senza ferie, non potevo saltare un giorno, dissi il sabato va bene? Il sabato disse lei, era un paio di giorni dopo il suo onomastico.

Dormi a casa di una amica della mia compagna gratis! È proprio un angelo pensai.


Gloria…


Arrivai a Milano, venne a prendermi Rosi, ci presentammo finalmente di persona, per telefono ci conoscevamo già da tempo, chiacchierando arrivammo a casa di Lucia a Carugo, come la vidi mi parve l’esempio della felicità, della gioia, della vibrazione, mi abbraccio a lungo e forte, poi si accascio a causa di giramenti di testa, la strinsi forte, Lucia già allora aveva avuto giramenti di testa, 2 o 3 minuti rimanemmo stretti.


Gli diedi il dono, erano 5 medaglioni, su metà sole e metà luna, ogni volta che ci passavi davanti, se ti ricordavi, l'osservavi e dovevi 'lavorare' sulla luce (gioia) se ti capitava luce, sull’ombra (pessimismo) se ti capitava l'ombra, a forza di lavorare sulla luce e sull’ombra, quasi senza accorgertene ti trovi a lavorare sulla serenità, sull'armonia.

Facemmo tante di quelle chiacchiere, poi nominò la sua Gloria, Gloria dissi? E che è? La mia gelateria, mi tornò in mente hotel Gloria a Nairobi, glielo dissi tra il curioso e il divertito ma non troppo…

Qualcosa si stava delineando!



Channeling


Preparammo la tavola Lucia Rosi e me, è più ‘chiacchierona’ Lucia dal vivo che al telefono, ma dice sempre cose sensate, di lì a poco vennero alcuni amici, mi presentarono, tu sei quell’amico che ha conosciuto per lista, tutti sorridenti, allegri, c'erano 2 amici che non aveva invitato Lucia, ma erano stati invitati dalla channeling Jo o da Salvo non mi ricordo.


Arrivarono tutti, mangiammo in allegria, fu una bellissima serata, si sparecchiò e li, Jo, senza accorgersene cominciò a raccontare le vite passate di ognuno di noi, arrivata a me disse che ero stato un eremita che, solo soletto in tibet aveva vissuto pregando e meditando su una montagna fino alla fine dei suoi giorni, vecchio giovane non me l’aveva detto. Pensai che vita grama avevo fatto, sempre da solo, senza la minima esperienza in fatto di esseri umani, avventure, cose senza niente, decisamente non mi piaceva!


Mi disse anche che dovevo avere più fiducia in me stesso.

Rimasi deluso, gli altri avevano fatto, in meglio in peggio, una vita avventurosa.

Prima avevamo parlato di corsi, l'indomani Lucia doveva andare a fare un seminario e mi disse se andavo pure io, trovai 1.000 scuse per non andarci dato che ero senza il becco di un quattrino, alla fine accettai, strinsi la cinghia.


Ce ne andammo da casa sua io e Rosi, lei non mi sembrava un tipo spirituale per niente, aveva una logica tutta sua, era una persona intellettuale, divertente ma…era diversa da me, tutti e due introversi, come detto andammo a dormire a casa sua, prima le feci un trattamento, parlammo dei pensieri che provava in quel lasso di tempo e ci scambiammo la buonanotte.


L'indomani mattina accompagnato da Rosi arrivammo da Ovidio, una persona muscolosa, alta, aveva 40/45 anni secondo me, con un po’ di pancetta, è prete cattolico ma si comportava in modo stranissimo, imparai cose di cui non sapevo neanche l'esistenza…bhè sono ignorante in senso spirituale, avevo svolto 3 o 4 seminari nell'97/99 e poi basta, avevo solo letto tantissimo, sino a quel momento avevo fatto tanta esperienza sulla…carta stampata!

Alle 1.30 rientrammo da mangiare, sedetti per terra e mi rilassavo in attesa della lezione, fra me e Luce andava tutto benissimo, si avvicina una signora e mi chiede: è tanto tempo che conosci Lucia?


Sorrido dicendo che ieri ci eravamo conosciuti per la prima volta,

'sono venuto per scegliere lei', quando mi resi conto di quel che avevo detto mi feci paonazzo e Luce passava di la per caso, come mi sentì correva a passetti piccoli e rideva, come rideva, io volevo 'scomparire'…'dileguarmi'…annullarmi (maschera del rifiuto, ovvero: fuggitivo)…non sapevo più che dire, ora, per la prima volta, canalizzavo me stesso e anche Luce!

Era gioiosa, io con lei, prima durante e dopo il seminario, non dopo che ero venuto per…

Roba da non credersi!!!


Dimenticato tutto si fa sera, mi accompagna Lucia alla stazione a Milano, tutto la giornata e la sera che era gioiosa, d’un tratto era malinconica, triste, taciturna, sembrava senza vita in quel momento, preoccupato dissi cosa c’è, hai qualche situazione sgradevole?

Disse lei menando il can per l'aia, devo riposare, non so quanto tempo che non mi faccio una dormita come si deve, devo riposare mentalmente più che fisicamente, mi guarda sconsolata e cambia discorso.


Lo riporto sempre li e faccio: scusa l'ardire perché non vieni a Rovereto a casa mia, ti lascio sola soletta intanto che ti ricarichi e me ne vado dai miei, 4 o 5 giorni, una settimana, due settimane, se non stai bene tu, non stanno bene pure i figli il marito e tutto quel che ti gira intorno, io la vedo cosi, è il minimo che potessi fare dopo l'accoglienza ricevuta.

Lei non sapeva come rispondere, mi guardava cupa, a un tratto mi sembrò di vederla piangere, poi prese un mazzettino di carte degli Angeli e me le porse, se vuoi, scegline tre, mi ricordo solo due delle carte: non affrettarti/chiedi consiglio…


Vedremo disse Luce un po' più ravvivata, mi sorrise…

Fuori alla stazione quando posò la Escort mi…ci stringemmo a lungo, non so quanto tempo, passò un'eternità, eravamo tanto felici quando ci vedemmo la prima volta (sabato), quanto eravamo tristi e malinconici ora Domenica.


Mi arriva un'sms a Verona…


Presi posto sul treno, senza accorgermene partì, mogio stanco mi addormento una mezz'ora, arrivo a Verona, mando un sms a una ragazza per la quale ero fissato da molto tempo, non mi rispose, gli scrissi qualcosa di importante, stava senz’altro dormendo...?

Era inverno, al contrario dellestate, era tutto chiuso, solo al livello della strada c'era uno sgabuzzino aperto, faceva freddissimo, tutti rintanati in quel buco, ci riunimmo per stare caldi ma non serviva a niente, si gelava, il giro d'aria poi, faceva rimboccare tutti.


Faceva ritardassimo il treno, io mi sono fermato a 3,15 di ritardo, quando ecco che mi arriva un sms: Luce e era notte fonda, lei mi diceva pressappoco così: ho capito…va per la tua strada, hai una ragazza che ti aspetta…non farla attendere…sii felice!

Nelle mail passate gli avevo parlato di questa ragazza, Lucia: una che porta la Luce negli altri, di colpo non pensai più alla ragazza, pensai a Lucia, di quanto fosse sola…ora, di quanto fossi solo…ora, di quanto fossimo soli…stanotte!


Avrei fatto il vagabondo…


Arriva il treno dopo un bel po’ di ritardo, mi era passato il sonno, dovevo arrivare alle 4.30 a Rovereto, sul treno pensai a Lucia…dovevo fare qualcosa per lei, avrei dovuto fare, non mi veniva alcuna idea, alzai lo sguardo, vidi Ala a 13 KM da Rovereto, chiusi gli occhi, quando li aprii stavamo entrando a Trento, non c'erano più treni fino al mattino alle 7.45, l'unico treno antecedente che viaggiava verso Rovereto faceva sciopero pure quello, non mi rimase che aspettare le 7.45 in sala d'aspetto pieno di donnine allegre, erano simpatiche fra loro fuori dal lavoro, mi guardavano con chi si aspettava l'ultimo guadagno della serata:o)

A un tratto mi ricordai di quando uscii fuori di testa nel 2002 a agosto, mi volevo licenziare da dove lavoravo e andare a fare il clochard, fu cosi che andò:


sempre per quella ragazza che mi fissai, raggiungemmo una amicizia, per me molto importante, decidemmo di passare il 13/14/15 agosto insieme e il 16 sarei ritornato indietro a Rovereto, tutti e due avevamo imbiancato la casa negli stessi giorni ma con colori differenti, stavamo senza soldi tutti e due,(le cose in un certoqual modo coincidevano;o)

furono giorni belli, aveva una figlia carina, andavamo a casa degli amici, ci divertimmo, che volevo di più, eravamo ottimi amici pur se ci eravamo appena conosciuti di persona or ora.


Era il 14 notte, abitava in una palazzina di 6 persone all’ultimo piano, l'aveva dipinto deliziosamente l'appartamento.

Da poco stavamo in giardino, faceva un caldo opprimente, arrivati alle 24 me ne andai dando la buonanotte dicendo che andando ha fare meditazione sul parco poco lontano, camminavo come in cartiera (Vipassana), dopo un pò guardo verso le stelle e…

Mi si strozzo il cuore in gola!!!


Una miriadi di stelle…piansi amaramente, perché mio dio, perché c'era la stessa notte in cui mi ero sposato!!! perché!!!

La prima volta che vedevo quella notte da allora, come la vidi…

Rimasi lì non so quanto tempo guardando le miriadi di stelle,

Belle…ma in me orrende!

Non avrò mai pace fin che vivo!

Un'altra volta avevo paura…sempre di più


Fu allora che decisi di fare il barbone licenziandomi da dove lavoravo, dormendo sulla panchine l'estate, nelle stazioni l'inverno.

Andò avanti un paio di giorni poi misi la testa a posto, si fa per dire…

Ricominciai a svolgere in me gli anni passati, sembra impossibile ma ogni attimo ti passa davanti come durasse un'eternità in pochi secondi, rammentai tutto, le liti, i momenti belli, i momenti neutri, i momenti scazzosi.

.

ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #4 on: August 06, 2008, 03:40:38 PM »

L'ultimo dell'Anno 2002.


Vado avanti con il solito tran tran tutti i giorni, a volta normale, a volte contento, si avvicinava la fine dell'anno e cresceva in me un senso di vuoto, avrei voluto ospitare qualcuno di caro una compagna/o, non una fidanzata, vi ero passato troppo fresco, prima la ex-moglie, poi la fissata, no, volevo un semplice amico/a, una persona di cui parlare di spiritualità, di divertimenti, di cose personali, Luce andrebbe bene;o) parleremo di un sacco di cose, di quello che piacerebbe fare a me e di tutto in generale, lei è molto brava a tenere viva una discussione, poi mi piaceva troppo quel suo umorismo, quel suo modo di vedere le cose, era in anticipo sul mio modo di vedere, troppo bello!


In città e al lavoro era un'altra cosa, stavo sereno, piano piano avevo abbandonato quei lazzi/frizzi/discussioni, specialmente quelle accese discussioni con i lavoratori che, da sempre, mi facevano apparire strano assai, mi ero fatto un amico lavoratore che si chiama Albertazzi, lui è curioso, è curioso è dire poco perché diceva sempre il contrario di tutto, con nuove idee, quando eri d'accordo con lui, trovava il più piccolo intoppo per essere al sopra degli altri, ormai l'avevo capito e non ci facevo più caso, anni fa stavamo venendo alle mani, che pistolate facevo!

Intanto viene Natale a casa dei miei, porto come sempre i regali, li fanno a me e…cosi tutti i Natali, tanti anni che non passo un Natale bello, non Bello, ma carino…


Il 31 dicembre vado al PC, scarico la posta e vedo Luce…ACCCCC!!!

Finito di leggerla resto senza parole:

una dichiarazione d'Amore, non in senso assoluto per me, ma in senso d’amore per l'amore in se stessi e verso gli altri, verso tutti gli esseri viventi.

La lessi 3 volte, non riuscivo a capacitarmi, un misto di bellezza e di incredulità, bellezza perché scrive divinamente, incredulità perché proprio a me?


Quella notte non dormii pensando a Lucia, è sposata, che il loro matrimonio era in crisi? Me l’aveva detto tempo fa, ma perché proprio me?

Facevo le ipotesi più assurde, alla fine lei mi parlo di fiori di Bach per mail, conoscevo Enzo di Trento che li preparava e legge il pendolino , glielo dissi, ok.


Il 5 gennaio andai a Trento glieli fece, erano le ore 15, andai a trovare Yogananda, un cedro al centro dei giardini di Arco, lo chiamai Yogananda tanto era grosso, maestoso, saggio, avevo fatto uno scritto su quell’albero sulla depressione e sulla felicità, mentre andavo pensavo al cedro, mi venne in mente Lucia, e se andassi ora?


Gli telefonai col cell, Lucia non sapeva che dire ma alla fine disse si, mi fiondai. Arrivai li, scambiammo 4 chiacchiere, andammo a fare 2 passi al parco dei Guerci con Alba sua figlia, parlammo del più e del meno, gli dissi un'altra volta che la mia casa era aperta se lei voleva venire, io me ne andavo a casa dei miei, andammo a casa sua e del marito, lo salutai e me ne andai, salutando ovviamente Lucia.

Un paio di giorni dopo Lucia mi disse che sarebbe venuta l'11 gennaio!

E li incominciò il nostro innamoramento!!


Ero come ubriaco


A parte gli scherzi, non ci volevo credere! Cominciarono gli appuntamenti. Facemmo cose da pazzi! Lei che veniva giù a mezzanotte quando chiudeva, io che andavo su senza dormire, se non morimmo ai tempi che furono, io non muoio certo adesso.


Ci innamorammo, furono cose stupende, sensazionali, melodiose, un circolo di amore intenso ci univa e ci unisce.

A marzo c’era la festa della Luce 2003 che organizzava la lista di Pietro, precisamente il 20/21 marzo.

Ci mettemmo d’accordo con Maria la pittrice, veniva pure lei.


Il 19 stavo lavorando, arrivate le 16.30 vado a casa a prepararmi, arrivato davanti alle scale di casa mia, faccio due o tre gradini cado per terra, dolori lancinanti al ginocchio sx, al bacino e la gamba sx, mano male che è corta la scalinata, mi trascino fino alla porta entro, mi alzo in piedi, faccio trascorrere un po’ di tempo e mi faccio la doccia, intanto pensavo alla festa, devo andarci assolutamente, costi quel che costi. Fatta la doccia mi passo un pochettino, ho fatto una meditazione, quella della sala di medicina, andò meglio, andai a prendere Maria e partimmo. Maria è una bella persona, vede l'aurea e oltre a vedere a altre qualità.

Arrivati ci venne incontro Pietro, non lo riconobbi, mi aveva mandato la foto con i capelli lunghi. Poche persone erano li, un luogo in mezzo alla natura, quello che ci voleva per fare una festa della Luce, facevano da mangiare biologico, vi dirò: a me non piace, sono schifittoso.


Mi aveva detto Pietro che ero l’angelo della festa per via dei messaggi che mandavo, al che m’innervosivo un po’, quando i ragazzi e le ragazze mi domandavano perché e per come, non spiaccicavo parola, andai in ansia, panico e quanto altro, una brutta figura cosi non l'avevo mai fatta.


Venne la sera, preparavano la cena, suono il campanello, mi chiamo Pietro, pensai subito a Lucia, Lucia entrò ridendo!!!

Scoppiai di felicità mentre la abbracciai gli dissi all’orecchio: lo sapevo che saresti venuta, me lo sentivo, lei tutta sorridente: ma và!

Dopo mangiato, preparò il gelato per tutti, dato che se l’era portato, ero tronfio di Lucia, era cosi preparata, colta, non mi comportai in quella occasione lì spiritualmente.


Quando andammo su in collina mi vide zoppicare, si allarmò, è niente dissi io, sarà un nervo sciatico o un reumatismo, è cosa da poco, anche se dissi cosi lei si preoccupò un pò.

Domimmo li con gli altri nella palestra, ridere ma ridere che non ce la facemmo più, alla fine verso le 3 ci addormentammo.

Lucia il giorno dopo se ne andò, non poteva far altro, il giorno dopo era domenica, c’era urgenza di lei in gelateria.


Rimasi li, con chi mi trovavo a parlare feci una brutta figura, non spiaccicavo una parola, una che è una parola non la dicevo. Al che me ne andai con la scusa che mi faceva male la gamba, me ne andai mogio mogio pensando che le sapevo tutte le cose che avevo mandato, ma mi venne l’ansia, il panico e mi si blocco la parola, solo con Lucia riuscivo a parlare, mi sentivo libero di essere quel che volevo senza pregiudizi di alcun genere visto che sapeva la mia storia, scrivere e parlare c’era una bella differenza per me che ero dislessico e afasico per via dell’operazione al cervello, solo con Lucia riuscivo a dire quel che volevo, ora sono migliorato di tanto con l’aiuto della meditazione in camper e di Lucia, che è una ‘chiacchierona’:o) e una che ti fa lavorare su te stesso.


posted by Franco Longo at 09:28 | 0 comments links to this post  


Scopro Promiseland

Una sera tornando a casa mi
misi a girare su internet e scoprii Promiseland, ci sono tanti forum, andai ad
aprire quello su 'depressione', il primo messaggio che lessi fu quello di Iori,
diceva che non c'era
più con la testa, per quanto facesse non riusciva a liberarsi di quella
crisi più nera che più nera non si può, ormai era molto tempo, era senza
speranza.

Gli risponde Filosofia Zen, è
un poeta,
usa parole molto
affabili e gentili per tirare su gli altri.
Mi venne da rispondere a Iori
suggerendole quella camminata che misi in pratica in cartiera, dilungandomi
sulle cose che a me sembravano interessanti:


Colgo l'occasione per
darti alcuni consigli che ho provato e su di me funziona, cominciamo (solo se lo
vuoi tu), per prima cosa non devi mai nominare la parola col suo nome medico
chiamala 'quella situazione ' in cui ti sei venuta a trovare o come ti
pare, basta che non nomini quella 'parola', perché le dai forza se continui a
ripeterla e non te la togli più di torno, la passano tutti prima o poi, anche
più di una volta se non la 'tratti' bene, o meglio, se non te la fai passare tu,
che, come tu sai, è un fatto mentale.

Prima cosa: cambia
pensieri, mi dispiace dirtelo ma era cosi anche per me.


Secondo: (so già che lo fai forse) io al termine della mia meditazione dico
quando sono in quella 'situazione lì':


Dio non ce la
faccio, aiutami TU che sei dentro di me
e non ti preoccupare, tutto passa se lo vuoi.


La terza cosa che ho
sperimentato io, provala per 5 minuti, tanto non ti costa niente, è gratis, che
vuoi di più, a parte gli scherzi e spero che ti faccia stare bene, veniamo
all'esercizio in sé, naturalmente se vuoi:


mettiti in piedi in una
stanza o dove vuoi tu, meglio se in un bosco, respira lentamente con la pancia,
fa passare le paure e le tensioni e i dolori, poi con i polmoni e, se ce la fai,
prova a immaginare a respirare con le parti che ti fanno male e con il capo ?
Immagina!, cammina pian piano, più piano che puoi senza far il più piccolo
rumore, pian pianino si svuota la mente, neanche i piedi devono far rumore,
muovi i piedi lentamente, in modo che l'attenzione tua si disponga a
essere silenziosa , sai perché, perché la mente pensa a qualcosa di nuovo,
di diverso, si rinnova e rinnovandosi non pensa a quelle cose che
ti affollano la mente, prima era sempre occupata, si muoveva troppo in fretta,
invece pensi a non far rumore, pensi a muoverti lentamente, a
respirare e quindi la mente si ringiovanisce, si rinnova e non pensa
più a quelle cose che ha elaborato per mesi, per anni senza arrivare a niente,
per lo più ti ha fatto venire questa 'cosa ' qui, ricordati che: "La mente
mente" a volte"
anzi: quasi sempre (quando sei in quella situazione lì),
pensa negativamente quando sei di pessimo umore, quando sei normale pensa
normale, quando sei contento pensa gioioso, come dice quel proverbio cinese
vecchio di migliaia d'anni, dice pressappoco così:

'...e la mente gira in
fretta, rallenta, cammina piano' ora la ho capita.


Poi, se vuoi, scrivi le
sensazioni che hai provato, scrivi senza pensare, a ruota libera, è difficile
non pensare quando scrivi, comunque quelle cose ti verranno utili quando meno te
lo aspetti, rileggile di 20 giorni in 20 giorni, vedrai che per coincidenza (leggi
sincronicità) ti capiteranno azioni che in qualche modo somiglieranno a quelle
che hai scritto, quando le hai scritte avevi la mente vuota e indi per cui…


Per ritornare a quella
camminata, io ho provato una calma incredibile, sembrava che solo io esistessi.


Ero con la mente in
turbinìo da qualche mese (di più, molto di piùL),
stavo nel caffè da solo e c'era una mattonella dove c'entrava la mia scarpa
giusta giusta, faccio un altro passo lentamente al centro della mattonella per
farci entrare anche quell'altra scarpa e l'attenzione mia era, inconsapevolmente,
su quella mattonella, un altro ancora passo e poi un altro nuovamente e sempre
lentamente, senza che facessi rumore, il tempo passava senza che me ne rendessi
conto, quattro o cinque minuti mi sono calmato d'improvviso, sembravo un altro,
ecco che ho pensato tutte quelle cose sulla mente che mente, un proverbio che ho
imparato 5 anni fa, e, per quanto riguarda me, ha funzionato, il fatto è che
l'ho provata per 'caso' questa camminata, sia benedetta quella mattonella, è
stato incredibile, cammino pure per strada, senza far rumore aumento un po' il
passo perché sono in mezzo alle persone, comunque non m'importa niente degli
altri, basta che io sto bene, io sono la persona più importante di questo Mondo!!!)
Pensa sempre positivo non pensare alle cose meno belle.


Attenzione però, questo
esercizio lo devi fare volentieri, per fare del bene a te, tu da parecchi mesi
per lo meno non ti vuoi bene, non ti ami! Non ti compiacci, non ti guardi nello
specchio e ti sorridi, non ti fai un complimento, non...


Ti do un altro piccolo
consiglio: appendi nel bagno o dove vuoi tu basta che lo leggi per forza di cose
tre o quattro volte al giorno, questo foglio che dice: Io Iori: emano gioia, io
Iori: ho una personalità forte e positiva, l'armonia pervade la mia anima, io
Iori: sento che sono equanime in tutte le cose, la mia vita abbonda sia dentro
che fuori ecc…,
"Il pensiero è
Creativo" e pensando cosi, se lo vuoi tu, ne esci, comunque tutto quel che di
positivo c�è
aiuta a uscire da quella
'situazione'.


A me ha fatto un gran bene,
era qualche mese (di più!) che ero in...
e va bè, la dico stà
parola: depressione - panico - ansia e quanto altro la "mente che
mente" pensava, non sapevo
più che fare
a un certo punto sul lavoro mi è capitata
questa camminata per 'caso' il resto viene da se, io sto bene.




Certo di sentirti meglio
di questa volta ti lascio e ti faccio i Migliori Auguri!!

Ama ciò che ti rende
felice,

ma non amare la tua
felicità (è passata).

Bisogna vivere come si
pensa,
altrimenti si finirà per
pensare

come si è vissuto.
Filosofia Zen

x


Quando devi scegliere tra
due cammini,
chiediti quale abbia un
cuore.
Chi sceglie il cammino del cuore, non sbaglia mai.
Popol Vuh


Il segreto della Vita

Voglio dire che quando affronti ogni momento senza
pensieri fondati su argomenti precedenti, puoi decidere ciò che sei, invece di
reagire come in passato.
x


Stai attento: quanto più rifletti su ciò che puoi fare
'contro' qualcosa, tanto più questo 'qualcosa' penserà

a cosa può fare contro di Te.


Tutto è causa ed effetto;
ovunque vige la legge della risonanza.


Non intraprendere mai
nulla contro qualcosa!

Agisci sempre per
qualcosa.

In linea di massima, devi
essere favorevole.

Freitag
x


Imprevisti
C'è DIO da qualche parte, lascia che il DIO che è in me affronti questa
situazione, perché io non ce la faccio



(non devi avere delle aspettative particolari,



immagina e svuota la mente
e pensa a niente quando cammini

x



Con Gioia Franco



Se non puoi essere una
Stella sii una piccola Luce a chi ti sta accanto.


Dilungandomi molto sugli
aspetti spirituali.

.

ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #5 on: August 06, 2008, 03:41:02 PM »

Filosofia Zen scrisse:
Data: 23/06/01 02:36

Caro liciarezzh,
(allora mi chiamavo di nik
Liciarezz, che significa quello che vende le alici girando col carrettino del pesce)


Volevo farti i complimenti
per come hai saputo esprimere perfettamente ciò che è indispensabile fare per
superare lo stato negativo nel quale si ritrova Iori.

Chiarezza, precisione, ogni parola pesata per quello che deve essere e non per
quello che non sarà mai.

Rimani fra noi, hai tanto da regalare agli altri.
Chi vive vicino al fiume conosce la natura dei pesci; chi dimora fra le colline
sa riconoscere il cinguettio dei diversi tipi di uccelli
Zen


Mi colpi molto favorevolmente
questa risposta, avevo scritto quel che avevo fatto inconsapevolmente, non mi
aspettavo una risposta cosi poetica.


Devo ringraziare anche quelle
persone che mi avevano fatto

"crescere" di autostima.


Presi coraggio e andai a
Trento dove era in costruzione una ex clinica per i malati mentali chiamandola
con un altro nome, qualcosa come Villa d�oro
o qualcosa di simile, parlai di come con
la forza di volontà ero riuscito a venire fuori da quella struttura, come presi
la parola per 2 o 3 minuti stavo in nervoso silenzio, loro capirono data la mia
situazione e in più, loro non lo sapevano che ero dislessico e afasico, poi
pensai che c�erano
Iori, Patty Alessandro
e gli altri di quel forum della depressione a cui avevo chiesto di sostenermi,
ce la feci alla grande (ero stato forzatamente in clinica psichiatrica 25 giorni).


Anche a Alex e a Kassandra
devo molto di quel forum li.


La malattia comincia molto prima


Ero nato con il forcipe,
cordone ombelicale attorno al collo, ero blu cianotico (questo me lo hanno detto,
ricordai in seguito sul camper anni dopo, quel che provavo al momento della
nascita).



Fin da bambino ero sempre
stato nervoso. Andando avanti con gli anni, mi comportai da ragazzo e da uomo
normale, ma in seguito a come ero nato, a dove mi trasferii (venni a Pompei a 6
mesi di età), ero più o meno normale, dipende da come uno vuol intendere normale,
comunque avevo paura, facevo di tutto per non dirlo agli amici, anzi
facevo lo sbruffone a più non posso per farmi vedere forte, orgoglioso,
coraggioso.


I miei amici avevano paura di
me, facevo a botte con 2 o 3 o più persone.


Amici veri ne avevo solo un
paio. Quando ero a Pompei, sfidai la morte tante di quelle volte, di meno quando
ero a Rovereto.


Rovereto

Arrivai a Rovereto, la mia
città natale, pochi mesi e mi trovai malissimo, venendo da Pompei, sul lavoro mi
temevano per il mio modo di fare lo 'scugnizzo', ma intanto sotto sotto avevo
paura, cresceva sempre la fifa e sempre per le stesse cose.


Di ritorno dal lavoro andai
in un bar in cui non vi ero mai stato, si giocava a biliardo, a Pompei, quando
marinavo la scuola, giocarellavo a biliardo e a bazzica, li cominciai a giocare,
me la cavavo un pochettino.



In poco tempo divenni uno dei
più bravi, mi ci misi anima e corpo, facevo dei tornei, man mano arrivai
nei primi posti, giocavo a soldi.



A soldi non avevo paura,
vincevo spesso, tanto più che i soldi è raro che li potevo perdere dato che ero
fra i più bravi nella mia città, in torneo nel triveneto, durante le
eliminatorie andavo avanti, anche con i giocatori più bravi di me, avevo una
fifa blu quando si arrivava a giocare tra iprimi8o16, si
decideva il torneo in una sola partita, non lo prendevo come un gioco, questo è
sempre stato il mio

�difetto� in tutte le
cose. Si dice che il difetto sia la verità nel momento sbagliato e quindi è
un successo :o)



(se vincevo nel biliardo
avrei fatto una vita da una sala all'altra, ora mi sto avvicinando alla via
spirituale!!)


Tentavo di suicidarmi continuamente.


Una di quelle
volte che tentai di suicidarmi l'avevo studiata bene, mi ci ero messo a pensarci
per un paio di mesi (la mente mente), alla fine escogitai il finto
omicidio a Pompei, ora mi spiego:


conoscevo delle 'persone' a
Pompei che per quattro soldi ammazzano uno qualunque, dato che ci avevo
chiacchierato alcune volte me lo facevano il 'piacere' di ammazzarmi se gliel'ho
chiedevo io, in più li pagavo.


Prima di andare a Pompei con
una scusa qualunque, decisi di organizzare una festa a casa dei miei genitori
con i fratelli e i nipoti, l'avevamo fatta ancora in passato un paio di volte.


Insistetti un paio di giorni
ma niente, mi andava sempre buca, un giorno uscii da lavoro nervoso, andai a
casa per trovare un po�
di pace e trovai i
miei genitori nervosi neri per altre cose, non faccio a tempoa chiarire l'idea,
mi dissero che la festa non si faceva, mia madre era stanca e non aveva voglia
(mi salvarono la vita), feci il diavolo a quattro, mi misi a sbraitare,
io che volevo farla finita e loro mi trattavano cosi!…?
(ero proprio fuori de
cabeza).


Comincio una vita nuova


Raccolsi
quattro cose e me ne andai da casa senza farci più ritorno, 15 giorni rimasi
fuori a casa di un mio amico di Trento, Pino si chiama.


Ho potuto sempre contare su
Pino, lo conobbi la prima volta in torneo, è siciliano, scuro di carnagione, piccolo,
a prima vista antipatico molto
antipatico!


Come sempre accade, dopo i
primi battibecchi, diventammo amici per la pelle dal lontano 1979;o)


In quei giorni che me ne
andai a casa sua, era duro con me, ma non perché rifiutasse la mia compagnia
anzi, vedeva le cose in modo pragmatico,

c'era occorrenza anche di questo.



Un altro amico da
ringraziare!


Poi, dopo 15 giorni,
telefonai a mio fratello dicendo se per piacere si faceva trovare all�American
bar, il proprietario era lo stesso Pino, a portarmi quattro
robe da vestire.


In quei giorni vidi che la
mia vita era cambiata in meglio, ma colto dal rimorso dei miei genitori decisi
di farmi vedere, piangevano tutti e due, mi ero fatto sempre condizionare da mio
padre, quella volta che mi disse di tornare a casa, no e poi no!


Trento era troppo lontano,
avevo la macchina da pagare e lavoravo a Rovereto, troppi soldi, ho sempre avuto
difficoltà con il denaro, però non facendomi mancare niente, allora chiesi a mio
padre per l'ultima volta di interessarsi se potesse trovarmi un'appartamento
nella zona limitrofa a dove lavoravo, lui che conosce anche gli amici del
diavolo se non il diavolo in persona, batti e ribatti piangendo tutti e due mi
dissero finalmente di si.


In men che non si dica ero in
un monolocale arredato in via Benacense nuovo di zecca.


Una parte delle mie paure
erano passate, avevo la vita mia, senza dipendere da nessuno, invitavo gli
amici a casa senza domandare il permesso ai miei genitori.


Reiki

Una volta che tornavo a casa
dal lavoro vedo nella cssetta delle lettere un foglietto, Reiki l�energia…
risi sotto i baffi, lo
portai in casa e mi dimenticai, tre giorni dopo lo trovo ancora li, parlare per
telefono non è il mio forte, telefonai, parlai 45 minuti facendo obiezioni a più
non posso, rimasi lì sbalordito a parlare tutto questo tempo come se fosse una
vecchia amica, comunque feci il Reiki nel 7 settembre 96 , fu un�esperienza
bellissima, ero stato sempre materialista, nella mia vita non avevo letto un
libro da quando ero nato, mi è bastato fare il Reiki per recuperare.


Mi successe una cosa 'strana'
per quei tempi, andai a trovare mio cugino malato d�aids,
era all�ultimo stadio facendogli i
trattamenti, amavo tutte le persone che incontravo, fossero miei amici o no.


A dicembre il 2° livello, la
Vita migliorava sempre un po',
stavo al lavoro quando sento parlare di Africa, povere persone,
indigenti, malate, come li udii sentii la 'chiamata' in Africa a fare Reiki,
però stavo senza soldi, giocai al lotto due settimane, vinsi 1.250.000, avevo
già deciso di andare in Kenia da padre Zanotelli ne avevo sentito solo parlare,
il biglietto costava £ 1.190.000, senza biglietto per l'hotel, con solo il
biglietto dell'aereo partii, e a mala pena sapevo parlare l'italiano.









In quei tempi avevo letto
molto, il libro che mi apri l'orizzonte era "la profezia di Celestino",






Quel
libro narra di sincronicità pazzesche, mi ero convinto di queste casualità che
vogliono dire qualcosa di preciso, quando ci feci caso trovavo coincidenze
dappertutto.



Arrivato a Nairobi, presi i
bagagli mi fermai dentro all�aeroporto,
aspettai che qualcuno o qualcosa si facesse lucente, vivido, che
in qualche modo attirasse la mia attenzione, aspettai una mezz�oretta
vidi una ragazza con
una luce particolare, quella fa al caso mio, mi avvicinai alla ragazza che
lavorava li e chiesi informazioni in italiano, era la persona giusta (parlava
inglese), presi un taxi e mi portò in centro. Avrebbe dovuto parlare italiano
l'autista, bene- spaghetti- mafia sapeva dire!...?



A
Nairobi
è tutta un�altra
cosa. Sembrava di essere
in una grande città dell'italia.



Mi ero comprato la guida di
Nairobi e giusto in centro c�erano
due pensioncine, si chiamavano una Terrasse, una
Gloria, erano degli anni 30, oramai due catapecchie ma andavano bene per
il lavoro che dovevo fare, dico al taxista i nomi di queste due pensioni,
fa una faccia schifata!






Vedo a
100 metri più avanti Terrasse, proprio mentre passo
davanti al Gloria, risaltava il Gloria, era lei, feci arrestare
subito il taxi.



Entrai nella pensione anche
se li era chiamato Hotel Gloria, mi feci la doccia fredda, non che la feci
fredda per scelta, cosi li c'era, mi cambiai e scesi in strada, domandai, in
qualche modo, dove dovevo andare per Kariobanci, non lo conosceva nessuno, mi
sedetti ai giardini e misi in pratica la tecnica che avevo letto sul libro di
Redfild, passai un'ora mentre leggevo e vidi una ragazza che mi parve luminosa,
domandai colla faccia di fil di ferro che mi ritrovo, dove stesse quel luogo lì,
mi sorrise e mi disse che l�aveva
sentito nominare, si
informo presso gli autisti di quegli autobus che portano una ventina di persone,
dissero loro che non ci andavano ma gli spiegò la strada, parlammo io e la
ragazza a gesti, e da quel poco che capii mi invitò a casa sua, rimasi sorpreso,
io e lei; non parlavamo la stessa lingua e mi invitava a casa sua?



Davvero amorevoli queste
persone dell'Africa!






Andai a casa sua, era
mezzogiorno, mangiammo, dopo un po�
di tempo uscimmo da casa e andammo a Kariobanci con un taxi, nessuno voleva
andarci per una corsa normale, dopo aver passato molti taxi alla fine pagai
quattro volte tanto!!!



Andai a Kriobanci dove c'era
la chiesa principale, dormivano la i missionari, ma mi dissero che padre Alex
non dormiva la, a Koroghocio dormiva, domandai al tassista se voleva andarci, ma
il tassista non ci sentiva proprio, neanche per tutto l'oro del mondo andava a
Koroghocio, la ragazza neanche, mi faci spiegare la strada, per mia fortuna c�era
un prete che parlava
italiano, andai io a piedi accompagnato da una ragazza che andava proprio lì.

.

ama

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #6 on: August 06, 2008, 03:41:14 PM »

Lungo la strada c'erano i
bambini che avevano visto solo padre Alex Zanotelli e padre Antonio passare di
li, non c'era nessun bianco tranne me, i bambini mi correvano intorno, mi
toccavano sulle braccia, mi facevano festa, un bianco era un'occasione
irripetibile per loro:o)



I capo villaggi mi guardavano
in modo sospettoso, non so che cosa dirgli, con tutti quei bianchi che facevano
mercanti di organi umani!!



Alla fine entrai a Koroghocio
che significava discarica, c�era
un odore che non avevo sentito
nemmeno quando si scaricavano le fogne a casa nostra, insopportabile, fogne a
cielo aperto, ma questo me l'immaginavo.



Arrivai alla piccola cappella
dove c�erano
scuole per i più
piccini al di là di una specie di porticato, c'erano persone che vivevano là,
tutti questi edifici stavano protette da muri e da legni appuntiti altissimi.



Mentre aspettavo padre Alex
si avvicina una persona di una certa età, a me sembrava di una certa età, mi
dissero che aveva meno della mia età! Questa persona piangeva disperata, non
capivo il Swaili però a vedere quella persona…madre,
mi si inumidirono gli
occhi pure a me.






Arrivò padre Alex, mi disse è
così, questa ragazza di 40 anni ha appena perso suo figlio d'aids, ottanta per
cento della popolazione di Koroghocio è malata di questa schifezza qui!



Gli diedi il pacco che sua
sorella gli aveva mandato da Rovereto, parlammo di questa situazione che si
viveva lì, chiesi se con il suo benestare potevo mettere le mani sulle persone,
aveva sentito parlare di pranoterapia, disse che lì ci vogliono altro che due
mani, ma se questo mi poteva far contento fai pure, mi disse di mettermi una
croce fuori la camicia, ed io cosi feci.



Dopo aver salutato il padre e
le ragazze m'incamminai verso Kariobangi a prendere la ragazza, di li c'era un
pulman dove andavano solo dei neri.



La ragazza, che si chiamava
Ellénì, divenne mia moglie.



Comunque 15 giorni stetti li,
tra Kariobangi e baraccopoli in quantità,



sogni che si tramutavano in
realtà, bada ben: senza che facessi niente di particolare, mi limitavo a fare
Reiki.



Neanche le persone di Nairobi nate e cresciute li erano mai andate in
baraccopoli, era una zona off limit, mi sembra incredibile!



Quando uscivo dalla città si
vedeva milioni e milioni di baraccati, solo Korogocho contava 120.000 baraccati
ed era una delle medie.



Subito entrai in uno stato
particolare, mi sentivo come risvegliato, pieno di forze, calmissimo, eppure era
la prima volta che viaggiavo oltre oceano, avrei dovuto avere come minimo minimo
timore, quanto più che parlavo solo l'italiano, la mattina andavo in baraccopoli
fino alle 14, poi riprendevo il pulman a Kariobangi e tornavo in città, vicino
al mio Gloria

c'era un pollo e patatine e altra roba, mi arrangiavo alla bell'e
meglio.



Un giorno mentre tornavo da
Koroghocio insieme a un altro Zairese, si chiamava Emmanuel, mentre parlavamo si
avvicina un ragazzo e mi scippa gli occhiali, fu un fulmine, per 4 o 5 metri tentai di rincorrerlo poi
desistetti fissandolo con lo sguardo fino all'orizzonte, erano occhiali da
vista.



Io e Emanuel discutemmo sul
fatto, gli dissi che se li vedeva su una bancarella di prendermeli, lui rimase
di stucco, arrivati alla fermata dell'pulman, dopo un paio di minuti si
avvicinano due persone anziane, uno di questi teneva le mani a coppa, li conosci
dissi ad Emanuel? Lui parlo con questi due anziani e disse che era per me, mi
avevano riportato gli occhiali rubati, mi vennero le lacrime agli occhi, non
sapevo come sdebitarmi ma mi sembrava impossibile che quei due vecchietti
potessero darmi gli occhiali rubati senza volere niente di niente, Emanuel disse
che quei due erano capi villaggio e che io sembravo uno che aiutava padre
Zanotelli perché portavo la croce



Non vollero niente e si
allontarono inchinandosi!!!



Fu un�esperienza
unica nel suo genere, quella del furto
principalmente, ma anche altre, 4 o 5 giorni dopo mentre uscii la mattina alle 9
venne da me un ragazzo con le mani giunte, non riconobbi!!! Era il ragazzo del furto, lo abbracciai
piangendo, lo strinsi forte forte forte, gli diedi un paio di biglietti di
denaro, continuava a dirmi supplicando scusa scusa scusa in inglese!






Mi sposo e divorzio dopo
un po�






Quando feci reiki a Nairobi
feci spiegare a Elleni quello che facevo da un uomo che parlava italiano, non un�italiano
cosi così, quello
Zairese era stato in italia 10 anni a fare l�università,
mia moglie però aveva voluto capire che io ero un santone…



Ci sposammo,durò men che non
si dica, costrinsi mia moglie a separarsi, lo feci inconsapevolmente, avevo
perso quel magico incanto con lei e lei con me, cosa mi era successo, forse
stavo impazzendo? Ero nervoso con lei, con me, ce l'avevo con tutto il mondo,
forse ero proprio pazzo!



Scomparse quell'icantesimo
del Reiki?



Comunque ci separammo



Fu l'ultima goccia che fece
traboccare il vaso, la separazione!






LA PRIMA LEGGE BIOLOGICA
di HAMER



La
Legge Ferrea del Cancro
ha tre criteri.



Primo criterio:opwsb



ogni programma speciale,
biologico e sensato (SBS) ha origine da una DHS (Sindrome



di Dirk Hamer), cioè uno choc
conflittuale acuto, inaspettato, altamente drammatico,



vissuto con un senso di
isolamento, contemporaneamente su tre livelli:



1. nella psiche



2. nel cervello



3. nell.organo



(…)
Esattamente a partire dalla
DHS il paziente entra in uno stato di tensione continua: ha



tendenzialmente le mani e i
piedi freddi, pensa giorno e notte al suo conflitto e cerca di



risolverlo. Di notte non
riesce a dormire e semmai solo nella prima parte della notte,



male, e a tratti. Non ha più
appetito, perde peso. Questa è la fase di conflitto attivo.






Cancro ai reni e metastasi
all�anca
sx, mi sentivo un
pesce fuor d'acqua e mi

svalutai tantissimo
per quello che avevo fatto, sensi di colpa a non finire, avevo strappato Elleni
dalla sua terra, dovevo sostenerla in tutto perché lei non conosceva la lingua e
le abitudini italiane e non mi sentivo capace..



Passarono quei 2 o 3 mesi che
mi sembrava di morire, non dormivo la notte, i sensi di colpa
continuavano a perseguitarmi



Mi abbandonai in casa
distrutto, giravo come un automa nella città, facevo la spola dai miei fratelli
e genitori, ma loro, a ragione,rifiutandomi, non mi pensavano proprio (pesce
fuor d'acqua),
ri-andavo a lavorare ancora più distrutto. Finche lessi quella frase e quella
camminata fatta in cartiera ( ma ormai era troppo tardi!).



Da quando sono nato a allora,
avevo avuto sempre questi pensieri, per forza di cose avevo avuto quelle
malattie, SBS, e poi se ne aggiunsero altre, un grosso disturbo ai testicoli (ex
moglie, la consideravo come una figlia), 2 metastasi alle ossa di cui 1 legata
alla ex-moglie, 1 cancro ai reni (alla mia famiglia), un cancro al colon (dovuto
alla N.M; i

medici che avevo
incontrato non mi dicevano la verità) e altre cose nel cervello che dio non sa.


Proprio quello l'inizio
della mia rinascita!!!

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #7 on: August 06, 2008, 03:41:51 PM »

http://grazieperche.blogspot.com/2006_09_01_archive.html

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 Grazie Perchè...

il Blog di Franco Longo
sabato, settembre 23, 2006
dottor Peci




http://photos1.blogger.com/blogger/5906/3810/320/samo.jpg

Venerdì ore 16, andiamo dal dottor Peci.

Lucia ed io siamo andati dal dottor Samorindo Peci di Milano, stavo in pensiero, pensavo a tutte le volte che eravamo andati, pieni di buona speranza in lungo e in largo e niente di niente, più scoraggiati di prima.
Invece il dottor Peci quando ha visto le due radiografie al bacino mi ha detto la soluzione condivisa da noi due, ha detto molte cose che i medici della nuovamedicina non avevano detto o non sapevano, senza neanche guardare gli esami complessivi, ha guardato solo le TAC al cervello, l'operazione che ho avuto nell'81, che si vede nella TAC e ha confermato l'analisi precedente.
Roba da non credere!!!
Quando ho parlato io che mi credevo di essere guarito per tre volte e mi sono dato da fare, imbiancavo..., mi ha detto così: come tu stavi guarendo e ti mettevi a lavorare, ci vogliono nove o dodici mesi per cominciare a lavorare, tu dopo tre o quattro giorni che stava iniziando il processo di guarigione lavoravi?
Roba da matti!
Finalmente ci stiamo...mi sto avvicinando alla guarigione!!!
Il cerotto va a inibire i neuro recettori
Invece il conflitto (femmina-maschio) nasce dall’operazione che ho avuto nell’81, nasce il cancro o una malformazione al rene che si era bloccato per via degli altri conflitti (non potevo parlare, non potevo utilizzare il micromovimento per scrivere ecc.)
al tempo dell'operazione ero afasico- dislessico e la parte dx paralizzata.
La MAV: malformazione arterio venosa
Ora prendo la medicina in gocce omeopatica di Testosterone unito allo Zometa che serve ha rinsaldare le ossa, una volta che prendo queste medicine piano piano si sposta sull’emisfero destro e finalmente posso camminare, occorre aspettare dei mesi, fino a quando non starò bene in piedi e non mi passeranno i dolori.


posted by Franco Longo at 10:05 | 2 comments links to this post  
lunedì, settembre 18, 2006
Grazie perchè...


Da tre anni e mezzo mi diagnosticarono una metastasi al bacino a Rovereto( mi diedero 2 mesi di vita), non sapevano da dove veniva, forse dal polmone, forse dal rene, era e è di cellule chiare e granulose.

2 anni dopo quando mi feci una PET, esame diagnostico, scoprirono anche il cancro al rene oltre alla metastasi, è di cm 4,8 e tale è rimasto, è necrofizzato. Non faccio cure ufficiali, da tre anni e mezzo, faccio cure alternative, camminavo fino a 4 mesi fa.

4 mesi fa mi si è rotto l’acetabolo, 15 giorni dopo mi si sono rotte 3 ossa al bacino, al che mi sono messo nelle cure palliative, prima il cerotto da 52 di morfina, poi mezzo cerotto oltre a quello che avevo da 52 e una pastiglia di Voltaren alla sera, soffrivo sempre tanto, da 4 giorni prendo una a volte due fialette di Lixidol per far passare i dolori, senza la pastiglia di Voltaren.

il fatto è che voglio rimanere cosciente fino a quando me ne andrò! Loro, parlo sempre delle palliative, vogliono farmi scomparire il dolore con droghe, al che sono incosciente, ma io no, non ci sto.Prima, 4 mesi fa, mi sono fatto una radiografia al bacino per la rottura dell’acetabolo, poi me ne sono fatta una la settimana scorsa dopo le 3 fratture, è risultato che le metastasi si sono allargate, manca poco che si sfracella tutto.

Ora ho… abbiamo telefonato a un dottore che si occupava di Hamer a Milano, vedremo.

Intanto ho un diario della mia malattia, dal 2001, anno in cui mi sono separato; il cancro proviene da un conflitto, da quando mi sono separato, incomincerò da lì.

Ė da lì che mi sono sentito felice come mai avrei potuto essere, lo pubblicherò sul blog, vorrei far capire alle persone che non sono felici, uno come me è felice come non mai con tutto il dolore, basta poco, vivere il momento, e per vivere il momento sono caduto malato!

Io tutto questo tempo in cui sono malato ho ‘visto’ e ‘rivisto’ dio, nella luna-nelle stelle-nel sole- nel tramonto-a volte all'alba-nella natura-prima di tutto nella mia compagna!

Questo libro si intitola “Grazie perché…”

PS segue fra una settimana i primi due capitoli del libro


posted by Franco Longo at 18:01 | 10 comments links to this post  


A te cielo Limpido.


Che questi due occhi marroni come Gemme

Possano sorridere

Possano sorridermi e accarezzarmi

E essere Gioiosi per l'Eternità!

Tuo per Sempre!!

Semplicemente con Amore

Sisco!



Freitag


"non esiste il male, ma solo il bene e il vero nel luogo sbagliato o nel momento sbagliato"

Ciò che non è utilizzabile, forse domani sarà l'unico strumento impiegabile. Tu non puoi riconoscere quello che puoi cambiare, poiché hai in te una saggezza in grado di discernere. Usa questa saggezza! Usa la tua capacità di riconoscere! È questo il tuo compito: essere consapevole e scegliere. È qui che si manifesta la tua libertà. Accetta te stesso per quello che sei. Potrai passare al livello immediatamente…'diverso' solo se tu ami il livello in cui ritrovi ora.

Il significato è al cuore del processo creativo e narrativo.


Quando la storia che stiamo raccontando si riferisce alla nostra vita ci rendiamo conto che non siamo stati vittime di circostanze accidentali e caotiche, e che, malgrado la nostra sofferenza e il nostro senso di insignificanza, abbiamo vissuto e stiamo vivendo significativamente in un universo significativo.

Deena Metzger




Ama la malattia (mal-dit, male hanno detto gli altri) e sarai guarito!


Qualche tempo fa mi sono ammalato di metastasi alle ossa e di un cancro al rene, maligna era definita la malattia, maligna ora lo so, è qualcosa che si avvicina di soppiatto e senza farsi notare, eccolo: un cancro al rene e una metastasi alle ossa.

Dopo molto tempo capii, dovevo dare spazio alla Luce!

Io che mi ero sempre (da 8 anni) occupato delle leggi spirituali ero lì, con queste malattie, ero sbalordito, a me dei cancri?

Ero consapevole che delle malattie oncoequivalenti fossero dovute ai pensieri negativi o alle azioni negative, o almeno credevo.

Quello non era un avvertimento, era una cannonata da far piegare le ginocchia alle persone, ma io non l'avvertivo come una minaccia alla mia vita, no, avevo ancora tempo, non so quanti mesi o anni, ma avevo ancora tempo.


Chi dice no nuota contro corrente, chi dice no ha inventato questa allegoria:

Chi dice no nuota contro corrente e si avvicina alla sorgente di tutto!

Ma...non è cosi!


Chi dice no, dice no agli amici, all'amore,

chi dice no, dice no ai cambiamenti,

va contro alla corrente della vita,

si allontana dall'Oceano.

Chi dice si nuota verso la corrente della vita,

verso l'amicizia,

verso l'amore,

verso i cambiamenti della vita,

verso l'Oceano!

E io spesse volte ho detto no!


Eccomi qui a raccontare la malattia fin da quando era 'nata', ossia da quando avevo avuto dei conflitti che mi avevano sviluppato dei cancri.




Ringraziamenti


Troppe persone da ringraziare, vedrò di non dimenticarmene alcuna, o almeno ci provo!

Fra tutti quelli che mi sono stati vicini, dai miei familiari, agli amici veri, agli amici di internet, ma il vero grande aiuto lo devo a una persona gentilissima, amorevole, stupenda, alta un metro e cinquantuno, ma che metro e cinquantuno!


Questa persona è Lucia…!!!






Grazie perché

…Grazie alla mia ex-moglie, che col suo modo di fare, a volte gentile a volte no (ero nervosissimo), sono sprofondato in una crisi d'angoscia/panico depressione e tutto quel che di pessimo c'è.

La ho costretta a lasciarmi, per me lo è stato inconsciamente, cosi è cominciato la discesa verso... l'alto (più nera di mezzanotte non può venire!).

L' 'alto' è cominciato dopo 2 o 3 mesi da quando mi sono lasciato, era il 2001 leggendo *"libera la tua vita", una frase che diceva pressappoco cosi:


ciò che di pessimo fai ora, col passar del tempo si trasforma in un bene, agli occhi di Dio non ci sono differenze, Egli è equanime, in divenire, va tutto bene, sei perfetto, c'è sempre tempo di cambiare, c'è sempre tempo di ricordare, c'è sempre tempo di diventare perfettibili, noi persone, pian piano, ci realizziamo ed evolviamo trasformandoci in "esseri umani".

Ho letto questo pressapoco, e, ciò che di pessimo avevo dopo che se ne è andata lei, mi è passato in un nano-secondo, sia Benedetto quel libro, sia benedetta la separazione!

PS: siamo ancora amici più che mai io e la mia ex moglie

Libera la tua vita.

*Erhard F. e Gudrun Freitag Libera la tua vita







Li iniziai la mia risalita!

Negli stessi giorni è venuto a casa mia un ragazzo di nome Walter con mio fratello Tiziano, era stato a Pompei con mio fratello pochi giorni prima, lo conoscevo di vista, parlando di libri esoterici mi ha proposto "Conversazioni con Dio", il titolo subito mi ha colpito entusiasticamente, per portarla corta, un altro amico da ringraziare, se prima avevo qualche dubbio riguardo Dio ora, con quel libro, me li ha tolti quasi tutti.


Passavo giornate intere a leggere quel libro, quei libri, inizialmente era una trilogia, uno a uno me li sono letti tutti.

Cominciai ad andare in giro per la città con i libri in una busta di cartone, mi sedevo ai giardini, stavo ore ed ore a leggere, davanti ai bar lo stesso, facevo quattro chiacchiere con qualcuno appena conosciuto e non, parlavo più che altro di spiritualità, della spiritualità di quella persona e della mia, facevo un'altra azione che non avevo mai fatto prima: camminavo piano piano, lentissimamente, non facevo rumore a camminare, remember di quella tecnica che avevo 'casualmente' imparato in cartiera pochi giorni prima:


(mi trovai nel bar della fabbrica, di solito a quell'ora c'era molta gente, incredibile a dirsi non c'era nessuno!!! Delusione, guardai per terra e avevo una scarpa giusto al centro della mattonella (benedetta quella mattonella), ci andava precisa spaccata! Avanzai un altro passo tentando di mettere il piede giusto al centro, lentamente, piano, senza far rumore, cosi continuai per 4 o 5 minuti pensando solo e esclusivamente alla mattonella, la depressione nera mi passò completamente, unito a quella frase che avevo letto alcuni giorni dopo.)


Era una meditazione Vipassana, tutto arriva se non ci pensi con la mente, la mente mente!







Arriva il momento dell'estate



Estate, corrisponde al compiuter nuovo, alle passeggiate in montagna, alla voglia intensa di vivere, al lavoro pieno di gioia, entravo in un negozio e alle commesse che mi sembravano un po' giù dicevo sempre una qualche battuta che le faceva, o almeno spero, sorridere un po', ero contento come non lo ero mai stato e volevo che le persone fossero contente anch'esse, neri, gialli, rossi, di tutte le razze.




Passava del tempo e mi trovavo sempre meglio, sempre più in armonia con me stesso, in corso Rosmini, vicino al bar Posta, c'era e c'è ancora un negozio 'tutto per 1.000 lire', entrai a vedere cosa c'era di bello, molte cose carine, comprai fazzoletti umidificati per pulire gli occhiali e delle buste plastificate, andai a pagare, mi trovai davanti una bella ragazza ma un po' sconsolata, aveva gli occhi tristi, mi appassionai a Jole, cosi si chiama, non per fatto amoroso, per farla sentire meglio, più viva, ma non so come avrei fatto, al che lei mi fece una domanda su che cosa mi facesse cosi felice (si vedeva che ero contento), mi colse in contropiede poi subito risposi che mi ero appena separato!...?


Gli racconto che dapprima non volevo che ci separassimo io e mia moglie, ero pieno di sensi di colpa, non volevo, poi lessi alcune cose su Libera la mia vita e mi ero rappacificato con me stesso, fammele leggere pure a me disse ridendo. Devo ringraziare pure lei, anche lei si stava separando!


È ancora mia amica:o)


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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #8 on: August 06, 2008, 03:42:56 PM »



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Corpo Docenti dell'Università Popolare di Milano

Dott. Prof. Samorindo Peci:
Medico Chirurgo, Prof. a contratto Universita Politecnica delle Marche Istituto Biotecnologie farmacologiche, Doctor of Naturopathic Medicine, Heilpraktiker, Ricercatore in Medicina Biologica, Direttore Scientifico dell’Università Popolare di Scienze Umane, Direttore del Dipartimento di Filogenesi e Patogenesi.


Dott. Paolo Rossaro:
Medico Chirurgo, Odontoiatra, Flebologo, specializzato in Medicina Biologica, Omeopatia e Microscopia in campo oscuro.


Dott. Giuseppe Cocca:
Medico Chirurgo, specializzato in Alimentazione naturale, Omeopatia e PNL.


Dott. Flavio Bonaccioli:
Medico Chirurgo, specializzato in Ostetricia e Ginecologia, Medicina Naturale e Microscopia in campo oscuro.


Dott. Giulio Pellegata:
Medico Chirurgo, specializzato in Anestesia e Rianimazione ad indirizzo Terapia del Dolore, diplomato in Medicina Tradizionale Cinese e Agopuntura, esperto in Elettroagopuntura secondo Voll, Medicina Manipolativa, Floriterapia di Bach, Omeopatia, Omotossicologia, Bioterapia dei disturbi psichici.


Dott. Domenico Del Ciello:
Medico Chirurgo, odontoiatra e omeopata


Dott. Pasquale Minutoli:
Medico Chirurgo, omeopata, omotossicologo


Dott.ssa Teresa Serini:
Medico Chirurgo, psichiatra, biologa, specializzata in microscopia in campo oscuro e bioterapia della nutrizione


Dr. Paolo Paganelli:
Biologo, Naturopata, Fitoterapeuta, Omeopata, Docente incaricato di Biologia della Nutrizione e Biofisica presso l’Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Motorie, Direttore del Dipartimento di Biofisica dell’Università Popolare di Scienze Umane.


Dr. Massimo Caliendo:
Biologo, specializzato in Patologia Clinica, Omeopata, Kinesiologo, Naturopata, Direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università Popolare di Scienze Umane.


Dr. Alessandro Saudino:
Farmacista, Naturopata, Fitoterapeuta specializzato in Spagiria e Alchimia, Omeopata, esperto in Medicine etniche.


Dr. Mauro Tani:
Naturopata, Reflessologo, specializzato in Medicina Tradizionale Cinese, Cromopuntura, Massaggio, Aromaterapia.


Dr. Stefano Pelli:
Psicologo, specializzato in Psicoterapia Analitica Multimediale, Naturopata.


Dr. ssa Lisa Asirelli:
Naturopata, Psicologa, specializzata in Ipnosi e Gestalt.


Dr.ssa Vera Paola Termali:
Naturopata, Bach Foundation Registered Practitioner, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane Applicate dell’Università Popolare di Scienze Umane.


Dr. ssa Raffaella Visigalli:
Psicologa, specializzata in consulenza individuale, di coppia e familiare.


Dr. Giorgio Rossi:
Naturopata, specializzato negli Stati Uniti in Human Biology and Nutrition (Phd)


Dr. Maurizio Palomba:
Naturopata, specializzato in shiatzu


Dr. Bramato:
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Cristina Fabbris:
Esperta di Alimentazione naturale.


Enrico Tarantola:
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Mario Meluzzi:
Naturopata, Omeopata, Iridologo, Fitoterapeuta, specializzato in Yoga e Bioenergetica.


Massimo Fulgini:
Naturopata, esperto in Medicina Tradizionale Cinese.


Tiziano Muzzana:
Naturopata, specializzato in Tecniche psico-fisiche, Terapia naturopatica del dolore, Istruttore di Yoga, Dozen, Chi Kung, Aikido, Kali, Filat.


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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #9 on: August 06, 2008, 03:51:03 PM »

Zitat aus esowatch.com:

http://www.esowatch.com/index.php?title=Opfer_der_Germanischen_Neuen_Medizin

[*QUOTE*]
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Der Fall Franco Longo

Der 51 jährige italienische GNM-Anhänger Franco Longo aus Carugo (bei Como) erkrankte an Krebs und lies sich von Samorindo Peci nach seiner Medicina Biologica behandeln, nachdem er von GNM-Therapeuten enttäuscht war weil sich keine Besserung einstellte.

Alles deutet darauf hin dass er mittlerweile verstorben ist.

Longo beschreibt in einem eigenen Blog [ http://grazieperche.blogspot.com/2006_09_01_archive.html ] ausführlich seine Therapie durch Peci.

Laut Longo hätte sich Peci vor allem für ein CT des Schädels interessiert. Laut Peci wäre sein Tumor auf einen Konflikt zurückzuführen und Longo wäre längst von seinem Tumor geheilt wenn er nicht so viel gearbeitet hätte (9 Monate Pause statt 4). Ausserderdem wäre ein Morfinpflaster bei der sich nun einstellenden Heilung hinderlich und sollte entfernt werden. Homöopathische Testosterongaben und ein Biphosphonat (Zometa) wären stattdessen angezeigt.


Seine letzten Worte in seinem Blog sprechen von zunehmenden Schmerzen die er auf das Zusammenschweissen von Knochen im Rahmen einer erwarteten Heilungsphase von vier Knochentumoren zurückführt (Morfin hatte er abgesetzt).

Seit dem 21.10.2006 findet sich kein Eintrag mehr. Anfragen in diversen GNM-Foren ergaben ausweichende Antworten bei Frage nach diesem Mann, der sich der GNM und Medicina Biologica anvertraute.
Quelle:[ http://www.dossierhamer.it/francolongo.html ]
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[*/QUOTE*]

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Rauchwolke

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Franco Longo, + 2006: "Dolore inimmaginabile"
« Reply #10 on: August 06, 2008, 04:56:52 PM »

Hier muss italix noch eine Zusammenfassung auf deutsch schreiben !
Logged
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